Terni piange Dario Antiseri, filosofo campione del pensiero liberale

Il pensatore nato a Foligno ma da sempre residente a Terni, allievo di Poppe, traduttore della "Società aperta" e teorico del razionalismo critico, si è spento a Cesi dopo una lunga malattia

Si è spento nella notte nella sua abitazione di Cesi il filosofo Dario Antiseri, figura di riferimento della cultura liberale italiana e principale divulgatore del pensiero di Karl Popper nel nostro Paese. Nato a Foligno il 9 gennaio 1940, Antiseri aveva 85 anni e da tempo combatteva contro una malattia che lo aveva costretto a sospendere le sue uscite pubbliche. La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per il panorama filosofico e accademico italiano, privato di uno dei suoi intellettuali più originali e coraggiosi.

Il percorso accademico e l’eredità culturale

Dopo la laurea in filosofia conseguita nel 1963 presso l’Università di Perugia, Antiseri aveva perfezionato i suoi studi in diversi atenei europei, specializzandosi in logica matematica, epistemologia e filosofia del linguaggio. La sua carriera accademica si era sviluppata attraverso prestigiose sedi universitarie: dalla Sapienza di Roma all’Università di Siena, fino alla cattedra di Filosofia del linguaggio all’Università di Padova dal 1975 al 1986. Dal 1986 al 2009 aveva ricoperto il ruolo di ordinario di Metodologia delle scienze sociali presso la LUISS di Roma, dove era stato anche preside della Facoltà di Scienze Politiche dal 1994 al 1998.

Tra le numerose onorificenze ricevute nel corso della sua carriera, spicca la laurea honoris causa conferita nel 2002 dall’Università di Mosca, riconoscimento condiviso con l’amico e collega Giovanni Reale. Con Reale, Antiseri aveva firmato uno dei manuali di filosofia più studiati nelle scuole e nelle università di tutto il mondo, contribuendo alla formazione di intere generazioni di studenti.

L’impegno per la diffusione del pensiero liberale

L’opera di Antiseri si è contraddistinta per la tenace diffusione in Italia della filosofia di Karl Popper, in un periodo storico dominato da una cultura marxista poco aperta alle istanze liberali. Nel 1973, grazie alla sua caparbietà, il filosofo folignate aveva curato la traduzione e la pubblicazione per Armando Editore de “La società aperta e i suoi nemici“, caposaldo del pensiero politico liberale che presentava Platone, Hegel e Marx come profeti della società chiusa.

Oltre a Popper, Antiseri aveva contribuito all’ingresso nel dibattito culturale italiano di pensatori come Friedrich von Hayek, Ludwig von Mises e Wilhelm Röpke, esponenti della Scuola Austriaca e dell’economia sociale di mercato. La sua azione culturale aveva aperto la scena accademica italiana anche a intellettuali americani come Michael Novak, Leonard Liggio e Alejandro Chafuen, rinnovando profondamente la discussione filosofica e sociale nel nostro Paese.

Il metodo critico e il rapporto con gli studenti

Il metodo radicalmente critico di Antiseri costituiva il tratto distintivo del suo approccio filosofico e didattico. Le sue lezioni si trasformavano in viaggi attraverso autori e problemi filosofici, discussioni accese animate dall’amore per la ricerca della verità. Preferiva le domande alle risposte e rifuggiva chi si vantava di possedere la “Verità” con la maiuscola. Questo atteggiamento faceva di lui un alfiere della “società aperta“, capace di formare studenti liberi e critici, indisponibili all’accettazione passiva delle idee altrui.

L’impegno didattico di Antiseri nelle diverse sedi universitarie aveva lasciato un’eredità culturale a migliaia di studenti, che ricordavano il professore come un uomo sincero capace di aiutarli a crescere, a praticare la virtù della critica, a diventare persone autonome. In nome della giustizia, non tollerava gli intolleranti e i prepotenti, sia in politica che nell’accademia.

Fede e relativismo: una sintesi controversa

Antiseri era anche un uomo di fede, profondamente legato alla Chiesa e animato da una sincera passione per Cristo. Questa dimensione spirituale si combinava con la sua rivendicazione del relativismo epistemologico, posizione che gli aveva attirato critiche da parte del mondo cattolico. Uno dei suoi libri di maggior successo, pubblicato da Rubbettino, porta il titolo emblematico “Cristiano perché relativista, relativista perché cristiano“, sintesi della sua posizione filosofica e religiosa.

Il suo ultimo lavoro, anch’esso edito da Rubbettino, si intitolava “I dubbi del viandante“, titolo che rappresentava pienamente il suo percorso di ricerca caratterizzato dal rifiuto di ogni dogmatismo. Tra le sue numerose pubblicazioni figura anche una delle più note biografie di Karl Popper, pubblicata sempre per Rubbettino, opera fondamentale per comprendere il pensiero dell’epistemologo austriaco di cui era stato allievo.

L’applicazione del razionalismo scientifico popperiano a vari ambiti del sapere e dello spirito aveva costituito il filo conduttore della sua produzione intellettuale, rendendo Antiseri una figura unica nel panorama filosofico italiano del secondo Novecento. Antiseri lascia un vuoto profondo nella filosofia: i suoi testi, universalmente riconosciuti come fra i migliori in Italia, hanno formato generazioni dei ragazzi nei licei.

Redazione

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