A Terni i Giovani Democratici intervengono nel dibattito sulla riforma costituzionale proposta dal Governo, annunciando una mobilitazione per il NO e un calendario di iniziative pubbliche previste tra il 27 febbraio e il 1° marzo. Al centro della presa di posizione c’è la critica a un intervento che, secondo l’organizzazione giovanile, inciderebbe sull’autonomia della magistratura senza risolvere le criticità strutturali dei tribunali.
“Come Giovani Democratici esprimiamo una ferma opposizione alla riforma costituzionale proposta dal Governo. Una manovra che non affronta i problemi del sistema giudiziario rischiando invece di compromettere l’equilibrio tra i poteri dello Stato”, si legge nella nota diffusa dal movimento.
Nel documento viene evidenziato come, a loro giudizio, la riforma non produrrebbe effetti concreti sulla durata dei procedimenti. “La stessa maggioranza ammette che questa riforma non velocizzerà i processi. Per velocizzare la giustizia non serve cambiare la Costituzione, ma investire nelle risorse umane, con assunzioni nei tribunali e stabilizzando il personale precario, intervenire sulle infrastrutture tecnologiche e sull’edilizia giudiziaria. Senza questi pilastri, il diritto a un processo rapido resta un miraggio”.
Tra i punti maggiormente contestati vi è il tema dell’assetto degli organi di governo autonomo della magistratura. “Siamo di fronte a un paradosso: con il pretesto di allontanare i magistrati dalla politica, si mina l’autonomia della magistratura creando un organo con una forte influenza del Governo. Il sorteggio previsto nella riforma nega il principio della rappresentatività e noi crediamo fermamente che i magistrati debbano poter eleggere i propri rappresentanti come espressione di democrazia interna”.
La critica si estende anche alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, definita nel comunicato come una priorità non rispondente alle reali esigenze del sistema. “Quello della separazione delle carriere è uno slogan vuoto. I dati confermano che il passaggio da una funzione all’altra riguarda già oggi una percentuale irrisoria di magistrati. La vera priorità per il Paese non è la separazione delle carriere, ma la separazione dei poteri, che questa riforma rischia pericolosamente di sbiadire portando il potere esecutivo nel cuore del governo autonomo della magistratura”.
Particolare preoccupazione viene espressa rispetto ad alcune dichiarazioni di esponenti dell’esecutivo. “Ci preoccupano profondamente le dichiarazioni dei rappresentanti del Governo Tajani e Delmastro riguardo la possibilità di togliere il coordinamento dell’attività investigativa ai pubblici ministeri ipotizzando di lasciarla in mano a forze di polizia sotto il controllo dell’Esecutivo. È un segnale d’allarme che ci impone di mobilitarci, di andare oltre gli schieramenti: il progetto che stanno cercando di realizzare mette a rischio le fondamenta della democrazia per come l’abbiamo conosciuta dal dopoguerra”.
Nel testo viene inoltre richiamata l’esigenza di ampliare il confronto pubblico, soprattutto nei contesti educativi. “Riteniamo che su un tema così rilevante il dibattito pubblico sia ancora insufficiente, soprattutto nei luoghi della formazione dove il confronto sull’attualità dovrebbe rappresentare uno strumento fondamentale di crescita civica. Molti giovani rischiano di non avere occasioni per approfondire ciò che accade nel Paese; l’informazione passa quasi esclusivamente dai social, dove non sempre è facile distinguere tra contenuti verificati e notizie fuorvianti. Per questo è necessario promuovere spazi di discussione, strumenti di educazione civica e momenti di approfondimento che consentano a tutte e tutti di formarsi un’opinione consapevole”.
Alla luce di queste posizioni, i Giovani Democratici di Terni annunciano l’impegno nella campagna referendaria. “Per tutte queste ragioni come Giovani Democratici di Terni siamo impegnati nella campagna per il NO”.
Per approfondire i contenuti della riforma e confrontarsi sulle ragioni della mobilitazione, sono stati organizzati due appuntamenti pubblici: venerdì 27 febbraio alle ore 17:30 in via dei Tulipani 13 e attività di volantinaggio sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo, dalle 16 alle 19:30 lungo Corso Tacito.
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In realtà sono vuote le mistificazioni che fate voi del no
Voto no e no
Io voto si
Ma sul serio vi fidate più di Nordio, Meloni, La Russa, Santanchè, Salvini che dei Padri Costituenti? Ma sul serio volete che questi qua abbiano la possibilità di modificare 7 articoli della Costituzione? Ma sul serio ritenete che con i tanti problemi dell’Italia (sanità, lavoro, trasporti, scuola, economia etc etc) fosse così necessario questo referendum da scavalcarli tutti per scegliere una modifica che nulla cambia a favore dei cittadini? Ma sul serio pensate che il potere esecutivo debba avere facoltà di condizionare quello giuridico? Io voto NO, senza se e senza ma (cit.), la Costituzione non si tocca, specialmente non… Leggi il resto »
Come trasformare un referendum popolare in una scelta politica contro il governo .
Io voto SI…….sinistroidi vergogna italiana
io voto NO
Veri come le banconote da tre euro 🤣🤣🤣🤣🤣🤣
Io voterò certamente Si
I sinistroidi sono talmente fessi che nel 2022 la separazione delle cariche era nel loro programma.