Giornata mondiale autismo Terni: confronto tra istituzioni e comunità per l’inclusione

A Terni confronto su autismo e inclusione tra istituzioni, scuola e territorio per migliorare i servizi.

In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, la Biblioteca comunale di Terni ha ospitato il convegno “Autismo, dalle parole ai fatti”. L’incontro ha riunito istituzioni, associazioni, cooperative, scuole e famiglie. L’obiettivo è stato chiaro: confrontarsi su percorsi concreti di inclusione per i giovani adulti con disturbo dello spettro autistico. L’iniziativa, promossa dall’UNASAM, ha coinvolto Regione Umbria, USL Umbria 2, Comune di Terni, Angsa Umbria e numerose realtà del territorio. Una rete ampia che conferma quanto sia fondamentale lavorare insieme per costruire servizi efficaci.

Giornata mondiale autismo Terni: il progetto di vita come modello strategico

Al centro del dibattito c’è il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato. Non un semplice strumento teorico, ma un modello operativo. L’obiettivo è integrare sanità, sociale, scuola e lavoro in un unico percorso. Dal confronto emerge un punto chiaro: serve continuità. L’autismo non riguarda solo la scuola. Il percorso accompagna la persona per tutta la vita. Per questo è necessario superare interventi frammentati e costruire risposte coordinate. Solo così si possono sostenere davvero le famiglie e offrire prospettive concrete, anche nel mondo del lavoro.

Istituzioni e territorio verso una risposta condivisa

Il confronto, moderato da Sandro Corsi, presidente di Actl, ha visto la partecipazione di figure istituzionali e sanitarie. Tra questi Alfredo Notargiacomo della USL Umbria 2, Gianluca Rossi, direttore del distretto sanitario di Terni, l’assessore al welfare Alessandra Salinetti e i consiglieri regionali Francesco Filipponi e Laura Pernazza. Durante l’incontro è emersa la necessità di accelerare il cambiamento. I servizi stanno evolvendo, ma serve una visione più chiara e condivisa. Le istituzioni devono lavorare insieme e coinvolgere il territorio. Il lavoro, in particolare, diventa un passaggio decisivo per l’autonomia. Un altro punto centrale riguarda il tempo. Occorre recuperare i ritardi e trasformare il confronto in azioni concrete. Chi opera ogni giorno sul campo deve essere ascoltato. Da lì possono nascere politiche più efficaci e vicine ai bisogni reali delle famiglie.

Redazione

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