Quale idea di cultura e confronto porta avanti l’associazione Pericle?
La nostra è una piccola associazione culturale nata con l’obiettivo di creare uno spazio libero di confronto e riflessione. Non abbiamo mai avuto l’ambizione di diventare una grande struttura numericamente importante. Ci interessa soprattutto la qualità del dibattito e la possibilità di costruire occasioni di approfondimento culturale autentico. Credo infatti che la realtà non possa essere osservata da un unico punto di vista. Il confronto tra esperienze, idee e sensibilità differenti è fondamentale per comprendere meglio il mondo in cui viviamo.
Durante il suo intervento ha parlato molto del valore del pluralismo delle idee. Perché lo considera così importante?
Perché nessuno possiede una verità assoluta. Ognuno di noi costruisce nel tempo convinzioni, idee e punti di vista, ma la vera libertà consiste anche nella capacità di cambiare idea quando si incontrano argomentazioni migliori delle proprie. Questo richiede disponibilità all’ascolto e spirito critico. Viviamo in un’epoca dove spesso prevalgono tifoserie ideologiche o contrapposizioni molto rigide. Invece il confronto culturale dovrebbe servire proprio ad aprire spazi di riflessione e non a irrigidire le persone nelle proprie posizioni.
Quindi per lei la cultura è soprattutto esercizio critico?
Assolutamente sì. Mi occupo di filosofia da molti anni e credo che il pensiero critico sia uno degli strumenti più importanti per la crescita individuale e collettiva. La cultura dovrebbe insegnarci a non accettare passivamente ciò che leggiamo, ascoltiamo o vediamo. Dovrebbe aiutarci a porre domande, a verificare le informazioni e a sviluppare capacità di analisi. Oggi questa esigenza è ancora più forte perché siamo sommersi continuamente da contenuti, notizie e immagini che spesso vengono consumati senza alcun approfondimento reale.
Nel suo intervento ha affrontato anche il tema delle fake news e dell’intelligenza artificiale.
Sì, perché oggi la manipolazione dell’informazione rappresenta un problema molto serio. Con le nuove tecnologie e con l’intelligenza artificiale è diventato sempre più semplice alterare immagini, video e contenuti, rendendo difficile distinguere ciò che è autentico da ciò che è costruito artificialmente. Recentemente abbiamo organizzato un incontro dedicato proprio alle fake news e alla manipolazione dell’informazione. È stato un dibattito molto interessante perché ormai nessuno è immune da questi rischi. Per questo diventa fondamentale sviluppare strumenti culturali che aiutino le persone a leggere criticamente la realtà.
La vostra associazione rimane volutamente piccola. Perché questa scelta?
Perché personalmente ho sempre avuto qualche timore verso le strutture troppo grandi. Quando aumentano troppo i numeri spesso arrivano anche dinamiche che rischiano di allontanare dall’obiettivo culturale originario. Io preferisco una dimensione più raccolta ma autentica, dove il confronto possa rimanere libero e sincero. Questo però non significa rinunciare alla qualità. Anzi, credo che all’interno dell’associazione convivano sensibilità culturali e politiche molto diverse, ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della nostra esperienza.
Lei considera il dissenso un valore?
Sì, assolutamente. Il confronto vero nasce proprio dal dissenso. Quando tutti sono sempre d’accordo il rischio è che il dibattito si impoverisca. Una comunità democratica cresce invece quando le persone riescono a confrontarsi apertamente, spiegando le proprie ragioni e ascoltando quelle degli altri senza pregiudizi. La cultura dovrebbe servire anche a questo: creare spazi di libertà dove il dialogo e il confronto siano ancora possibili.
Quale bisogno culturale e civile sente oggi più urgente?
Credo che oggi ci sia un grande bisogno di luoghi dove le persone possano tornare a discutere seriamente, senza superficialità e senza aggressività. Il volontariato culturale può avere anche questa funzione: aiutare le persone a sviluppare consapevolezza, spirito critico e capacità di ascolto reciproco. Difendere il pluralismo delle idee e la libertà di pensiero significa difendere la qualità della nostra democrazia e delle nostre relazioni sociali.
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