Si preannuncia una grana non da poco per la Regione. I segretari di 6 circoli ternani del Pd hanno infatti scritto una lettera al segretario regionale Damiano Bernardini (che è pure lui della provincia di Terni, essendo sindaco di Baschi); e a quelli provinciali e comunali (rispettivamente Trappolino e Di Girolamo) per chiedere di farsi portavoce presso Palazzo Donini della contrarietà al progetto di accorpamento delle Asl con sede unica a Foligno.
La lettera porta in calce le firme di Leo Venturi (Colleluna), Nando Ribiscini (Moro Berlinguer), Sandro Piermatti (Borgo Bovio), Leonardo Patalocco (San Giovanni Ferriera), Massimo Leopoldi (Collestatte Torre Orsina) e Sandro Piccinini (Marmore Papigno Piediluco) ed è indirizzata anche alla responsabile sanità della segreteria nazionale del Pd Marina Sereni.
Una mossa che non sorprende, viste anche le parole espressa con chiarezza da Di Girolamo nella conferenza stampa dem proprio sulla sanità e prima ancora dal capogruppo a Palazzo Spada Spinelli, che hanno ribadito la contrarietà a questa ipotesi
Mantenere la sanità vicina ai cittadini
“Riteniamo che tale prospettiva – scrivono – rappresenti una scelta sbagliata, che rischierebbe di compromettere l’equilibrio territoriale del sistema sanitario regionale, riducendo ulteriormente la capacità di risposta ai bisogni delle comunità locali e allontanando i luoghi decisionali dai cittadini e dai territori”
E ancora: “La sanità pubblica costituisce uno dei pilastri fondamentali del welfare regionale e necessita oggi di investimenti, rafforzamento dei servizi territoriali, riduzione delle liste di attesa e valorizzazione del personale sanitario, non di processi di accentramento che potrebbero determinare ulteriori criticità organizzative e una minore rappresentanza delle esigenze dei territori”.
I segretari del Pd chiedono al partito regionale ” assumere una posizione chiara e inequivocabile contro un’eventuale progetto di accorpamento delle Asl” e parlano di scelte “calate dall’alto”: “Quando si toccano settori e servizi fondamentali per la vita dei cittadini, quali la sanità e la tutela della salute, non si possono prendere decisioni senza un preventivo coinvolgimento delle forze politiche che sostengono la maggioranza e rappresentative delle comunità interessate e senza una rigorosa valutazione degli effetti che produrrebbero sui servizi sanitari, sui lavoratori e sui cittadini”
Senza opporsi ad una razionalizzazione – parlano più specificamente di “azioni tese a migliorare servizi e strutture dipendenti dall’ente”- sottolineano però come “ci sono altri settori su cui focalizzare l’attenzione anche al fine di garantire equità e pari dignità fra tutti i cittadini e territori.” e concludono chiedendo di farsi portavoce di questo disagio nella stanza dei bottoni.
Una grana non da poco per la presidente regionale e assessore alla sanità che sicuramente sarà argomento di discussione anche nella fiaccolata di stasera indetta dal centrodestra. Il Pd non vi prende parte, ma è chiaro che Palazzo Cesaroni non potrà ora limitarsi a respingere le critiche al mittente.
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