Lugnano fuori dai comuni montani e ora scrive al Presidente della Repubblica

La giunta municipale delibera il ricorso. Il sindaco Dimiziani: "Siamo penalizzati"

Il Comune di Lugnano in Teverina è fuori dal novero dei comuni montani. Escluso dalla delibera con la quale il Consiglio di ministri ha indicato i criteri di classificazione dei comuni montani nel febbraio 2026. L’amministrazione comunale lugnanese non ci sta e ha deciso di fare i suoi passi, proponendo un ricorso al Presidente della Repubblica per chiedere di entrare a far parte di quella categoria. La cosa è stata annunciata dal sindaco, Alessandro Dimiziani, dopo che la sua giunta ha deliberato l’avio di questa procedura di ricorso per la riammissione tra i comuni montani. “Una scelta necessaria – spiega Dimiziani – perché la nuova classificazione penalizza ingiustamente il nostro territorio, escludendoci da un riconoscimento che riteniamo fondato e legittimo. Per questo motivo la giunta ha deciso all’unanimità di impugnare il provvedimento davanti alla Presidenza della Repubblica, avviando tutte le azioni necessarie per tutelare i diritti della nostra comunità“.

Giustizia e rispetto

Il ricorso da presentare, come precisa ancora il sindaco di Lugnano in Teverina, non comporterà alcun costo a carico del Comune, visto che le spese legali saranno i interamente sostenute da Asmel Consortile. Il sindaco stesso parla di “battaglia di giustizia e di rispetto“. La legge 131 del 2025 ha introdotto la nuova classificazione dei Comuni montani in Italia che produce anche in Umbria una sensibile riduzione. Una recente revisione ha diminuito questa forte riduzione introducendo anche nuovi Comuni, ma ha continuato ad estromettere realtà storicamente riconosciute in passato come montane. Anche nella provincia di Terni gli effetti della riforma si sono fatti sentire, tanto da indurre l’Anci ad una presa di posizione in favore dei Comuni estromessi. Secondo i Comuni interessati, la montanità non può essere ridotta a una semplice misurazione tecnica del territorio, in quanto vivere e amministrare nelle aree interne significa confrontarsi quotidianamente con spopolamento, isolamento infrastrutturale, difficoltà nei collegamenti, carenza di servizi essenziali, fragilità economiche e ridotta capacità amministrativa.

Redazione

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