Nessuna decisione, riguardo all’autorizzazione per far realizzare a Terni una clinica di supporto al nuovo stadio Liberati. Anche dopo la nuova lettera degli uffici comunali, dall’ente regionale ribadiscono che non si prenderanno decisioni finché la sentenza del Tar dell’Umbria non sarà defninitiva. E la questione resta congelata lì. Una prima risposta, in questo senso, era arrivata alla fine della settimana passata, in risposta alle richieste da parte del Comune e di Stadium per autorizzare la nuova clinica impegnandosi a recepire proprio el indicazioni della sentenza con la quale il Tar aveva accolto il ricorso della giunta regionale bloccando di fatto il permesso a costruire rilasciato dal Comune anche per la clinica.
La conferma
Dopo la risposta della Regione, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi aveva rilanciato le sue ragioni e, insieme a Stadium, aveva mandato agli uffici regionali una nuova lettera, simile a un ultimatum: “Hanno un giorno e mezzo – spiegava – per dare una risposta. Altrimenti, la Regione è morosa“. Ma ora, dagli uffici regionali, arriva un nuovo rilancio. La posizione della Regione viene spiegata in una nota ufficiale. “In merito alle recenti notizie sulla richiesta di autorizzazione della clinica privata a Terni – si legge nella stessa – si informa che in data 28 aprile 2026 il Comune di Terni ha richiesto alla Regione Umbria il parere di compatibilità per la realizzazione di una clinica sanitaria di 122 posti a favore della Stadium Spa, società avente come socio la Ternana Calcio in liquidazione giudiziale. Gli uffici regionali preposti hanno risposto al Comune di Terni evidenziando, al momento, l’impossibilità a rilasciare il parere di compatibilità in quanto, per gli stessi posti letto, la questione è sub iudice considerato che la sentenza Tar Umbria del 24 marzo 2026 non è ancora passata in giudicato. In merito alla recente sollecitazione pervenuta dagli uffici dello stesso Comune di Terni, di ottenere il provvedimento entro 10 giorni, gli uffici regionali confermano che si potrà provvedere a espletare la procedura di competenza solo al passaggio in giudicato della sentenza“.
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