Terni guarda ai suoi borghi storici come motore di sviluppo culturale, sociale ed economico. La giunta comunale ha approvato il programma strategico “Rete dei Borghi e delle Comunità di Terni”, un documento che consentirà all’amministrazione di partecipare ai finanziamenti regionali del programma PR FESR Umbria 2021-2027, dedicati alla valorizzazione dei territori attraverso progetti innovativi e sostenibili. L’obiettivo è costruire una rete diffusa capace di mettere in connessione borghi, antiche municipalità e luoghi identitari del territorio ternano, trasformandoli in poli di attrazione culturale, turistica e sociale.
Una strategia per contrastare spopolamento e declino
Il progetto punta a intervenire su più fronti, dalla rigenerazione urbana al welfare culturale, fino allo sviluppo economico locale. Tra gli obiettivi individuati figurano la trasformazione di edifici storici in spazi destinati ad attività culturali e sociali, la promozione di nuove opportunità occupazionali e il sostegno a forme di turismo esperienziale e lento. Particolare attenzione viene riservata al contrasto dello spopolamento dei piccoli centri, attraverso iniziative rivolte ai giovani e alla creazione di nuove occasioni di lavoro legate alla valorizzazione del patrimonio locale.
Dieci borghi al centro del progetto
La strategia non riguarda un singolo luogo, ma una rete territoriale composta da alcune delle realtà più rappresentative del comprensorio ternano. Tra i borghi individuati figurano Cesi, Papigno, Marmore, Collestatte, Torre Orsina, Piediluco, Miranda, Collescipoli, Battiferro e Rocca San Zenone. Accanto ai centri storici, il programma include anche edifici pubblici, ex scuole, spazi civici, siti industriali di valore storico e luoghi collegati alla Via Flaminia e alla Cascata delle Marmore, con l’obiettivo di costruire un sistema integrato di valorizzazione territoriale.
Il modello scelto: collaborazione tra pubblico e privato
Per la realizzazione degli interventi il Comune ha scelto di puntare sul Partenariato Speciale Pubblico Privato (PSPP), uno strumento che favorisce la coprogettazione tra enti pubblici, associazioni, fondazioni, università e imprese culturali. La delibera prevede inoltre l’attivazione di un avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse e la nascita del Laboratorio Permanente Rete dei Borghi, organismo pensato per coinvolgere cittadini e stakeholder nella costruzione delle future progettualità. I contributi regionali previsti dal bando potranno variare da 201 mila a 500 mila euro per singolo progetto, con copertura integrale delle spese e programmi di valorizzazione della durata minima di quindici anni.
Cesi, laboratorio della rinascita dei borghi
Proprio il borgo di Cesi sarà protagonista il prossimo 29 giugno del convegno “Rigenerare i Borghi: il caso di Cesi Porta delle Meraviglie”, in programma all’auditorium San Michele Arcangelo. L’incontro rappresenterà un momento di confronto sulle prospettive future dei piccoli centri italiani e sull’esperienza maturata da Cesi grazie ai circa 20 milioni di euro ottenuti attraverso il Bando Borghi, che hanno permesso di avviare un ampio percorso di rigenerazione urbana, culturale e sociale. Durante il convegno si analizzeranno i risultati raggiunti e le prospettive di sviluppo di un progetto che punta a fare del borgo ternano un modello di innovazione territoriale basato su cultura, turismo, accoglienza e partecipazione della comunità locale.
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