Un ciclomotorista di mezz’età ha rischiato la vita martedì mattina a Terni, colto da un malore improvviso mentre percorreva via Breda, a soli due chilometri dal pronto soccorso cittadino. L’episodio, avvenuto intorno alle 10,30, ha riacceso il dibattito sulla carenza di ambulanze nel distretto sanitario ternano, costretto a chiedere rinforzi ai comuni limitrofi anche per le emergenze più vicine all’ospedale. Ne riferisce Il Messaggero
L’uomo si è accasciato a terra dopo essere stato colto da un malore improvviso, mentre era in sella al proprio mezzo a due ruote. A intervenire per primi sono stati due ciclisti che transitavano nella zona e che, resisi conto della gravità della situazione, hanno subito prestato soccorso. Poco dopo, casualmente, è passata di lì anche un’operatrice sanitaria, che ha riconosciuto l’urgenza del caso e si è fermata per aiutare.
Allertato il sistema di emergenza, sul posto è arrivata rapidamente l’automedica del 118, il cui personale ha lavorato insieme all’operatrice per stabilizzare il paziente. Il problema si è però presentato nel momento del trasporto in ospedale: l’unica ambulanza del 118 di Terni risultava infatti già impegnata in altro intervento. È stato quindi necessario attendere l’arrivo di un mezzo di soccorso proveniente da Acquasparta, a circa venti chilometri di distanza.
L’uomo ha così dovuto attendere alcuni minuti prima di poter essere trasportato in ospedale, nonostante il luogo del malore si trovasse a poca distanza dal pronto soccorso. Secondo quanto ricostruito, solo la tempestività dei due ciclisti e la presenza casuale della professionista sanitaria hanno permesso di guadagnare tempo prezioso in attesa del mezzo di soccorso.
Un altro episodio simile si è verificato sempre a Terni dove una donna si è sentita male nell’area di Piediluco e ci sono voluti 40 minuti di attesa per un’ambulanza in arrivo da Terni, Soltanto la presenza sul posto di una ex infermiera ha evitato che la donna, in stato di incoscienza morisse sul posto.
Alla base di queste difficoltà vi è una carenza strutturale del servizio di emergenza a Terni, che dispone di una sola ambulanza per coprire le richieste dell’intera città, spesso insufficiente rispetto alla domanda. Il distretto sanitario in cui rientra Terni conta complessivamente quattro mezzi di soccorso, dislocati a Terni, San Gemini Sud, Acquasparta e Ferentillo, per una popolazione di 135mila abitanti, con un rapporto di un’ambulanza ogni 38.500 residenti. Tutte le postazioni operano nell’arco delle 24 ore, ad eccezione di quella di Ferentillo, attiva solo dalle 8 alle 20.
Il confronto con gli altri distretti umbri evidenzia lo squilibrio: Narni e Amelia, con una popolazione di 52mila abitanti, dispongono di quattro ambulanze attive 24 ore su 24, mentre Orvieto, che serve 41mila abitanti, può contare su tre mezzi sempre operativi. Per compensare la carenza di Terni, capita spesso che vengano dirottati mezzi di soccorso proprio da Narni, Amelia e dagli altri comuni del distretto, lasciando temporaneamente sguarnite le rispettive zone di competenza.
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Che dire solo che schifo!!!!!!!!!
Non si può leggere una cosa del genere….
Non ci va bene niente, solo, mi sembra che chi va a comandare, dice il proverbio, “fa legge”
Questa situazione è insostenibile. Ci sarà nei prossimi giorni una manifestazione di Medicina democratica per portare alla luce questo problema enorme.
I tagli alla sanità pubblica sono criminali.
E vogliono dare più potere alle regioni ? Gli devono togliere anche quello che già hanno visti i risultati specialmente sulla sanità pubblica !
Concordo pienamente con te. La sanità deve tornare nelle mani dello Stato centrale.
In compenso hanno aumentato le tasse ma i servizi sono rimasti come prima e peggio di prima evidentemente per i ternani e provincia va bene cosi ancora poco!!!