Terni e la sfida dell’acciaio sostenibile: “Ripensare il comparto per salvare la filiera”

Incontro della Fiom ternana in ricordo di Enrico Gibellieri: è stata l'occasione per fare il punto sulla situazione del settore

Il futuro della produzione di acciaio inossidabile a Terni e in Europa è stato al centro del confronto promosso dalla Fiom Cgil, che richiama la necessità di costruire una siderurgia sostenibile capace di mantenere competitività industriale e livelli occupazionali. L’iniziativa è stata organizzata anche in memoria di Enrico Gibellieri, ultimo presidente della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio. L’incontro è stato organizzato nei giorni scorsi presso l’Hotel Michelangelo di Terni, moderato dal giornalista Paolo Raffaelli.

La discussione ha riguardato una fase storica definita inedita per l’intero comparto siderurgico, chiamato ad affrontare contemporaneamente le sfide legate alla transizione ecologica, alla competitività internazionale e alla salvaguardia dell’occupazione.

A Terni, territorio con una lunga tradizione industriale legata alla produzione dell’acciaio, il tema assume un valore particolare. La priorità indicata dalla Fiom Cgil è mantenere e possibilmente aumentare i livelli produttivi, ma attraverso un modello compatibile con la tutela ambientale.

La siderurgia europea si trova infatti davanti alla necessità di trasformare i propri processi produttivi per ridurre l’impatto ambientale senza perdere il ruolo strategico che il settore ricopre nell’economia. La sfida riguarda quindi la capacità di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e capacità industriale.

Secondo la Fiom Cgil, il rischio riguarda anche il fronte occupazionale. Il sindacato ha lanciato un allarme sulla necessità di difendere i posti di lavoro collegati alla filiera dell’acciaio e di garantire prospettive future ai lavoratori del comparto: La trasformazione della siderurgia non può prescindere dalla tutela dell’occupazione e dal mantenimento di competenze industriali fondamentali per il territorio”, sottolineano.

Il caso di Terni viene inserito in un quadro più ampio che riguarda l’intero sistema industriale europeo. La produzione di acciaio inossidabile deve affrontare una fase caratterizzata da profondi cambiamenti nei mercati, nuove esigenze ambientali e una crescente competizione internazionale: “Va ripensato – ha sottolineato Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom Cgil- il sistema siderurgico nel suo complesso, in ottica europa, con la necessità di proteggere i prodotti e rilanciare gli investimenti. Sono queste le scommesse che devono partire da Terni, per Ast e in generale per tutto il comparto”. Gli fa eco Enrico Stagni, ex responsabile nazionale del comparto dell Fiom: “Per continuare a produrre acciaio a Terni rispetto ai costi del mercato, è necessaria una rimodulazione del prezzo dell’energia, che ancora non è avvenuto. Serve però un intervento dell’Europa su questo”

Hanno preso parte all’evento anche Mirko Lami della Cgil Toscana; il segretario della Fiom ternana Alessandro Rampiconi; Vincenzo Libriani, presidente del Circolo Arci di Vasanello; Sante Cruciani, professore associato di storia delle relazioni internazionali dell’Unviersità della Tuscia e in collegamento l’europarlamentare dem Camilla Laureti e il segretario generale di IndustriALL Judith Kirton Darling. Ha concluso Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom.

Redazione

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