Ospedale, università e Ast: “Basta bandierine, si lavori nell’interesse di Terni”

Riccardo Marcelli (Cisl Terni) indica le tre sfide chiave per Terni: nuovo ospedale, dipartimento universitario e accordo sulle Acciaierie.

RICCARDO MARCELLI

Terni si trova davanti a tre snodi strategici destinati a incidere sul futuro industriale, sanitario e formativo del territorio: la costruzione del nuovo ospedale, l’apertura di un dipartimento universitario e la definizione del capitolo energetico dell’accordo di programma per le Acciaierie. A sollevare la questione è Riccardo Marcelli, responsabile della Cisl di Terni, secondo cui la Comunità ternana – partiti, istituzioni, parti sociali, imprese e cittadinanza – è ora chiamata a costruire una convergenza rapida, dopo un confronto serio ma non dilatato nei tempi, per trasformare queste tre opportunità in risultati concreti.

Secondo Marcelli, non si tratta di semplici dossier amministrativi, ma di tre pilastri capaci di ridisegnare la qualità della vita, l’attrattività del territorio e la tenuta industriale e sociale dell’Umbria meridionale.

Il nodo del nuovo ospedale

La prima sfida individuata riguarda il nuovo ospedale, opera che il sindacalista collega alla dignità delle persone, alla sicurezza dei lavoratori e alla capacità di garantire cure moderne e accessibili. Terni, spiega Marcelli, attende da anni una struttura adeguata alla complessità del proprio bacino d’utenza. Dopo che la Regione Umbria ha indicato un percorso operativo, per il responsabile Cisl la città dovrebbe evitare di trasformare la discussione in “un derby di posizioni“, puntando invece su “un confronto rapido, trasparente” che porti a una decisione condivisa e partecipata, perché – scrive Marcelli – “la salute degli umbri non può aspettare“.

L’investimento sul dipartimento universitario

La seconda partita riguarda il dipartimento universitario, definito da Marcelli un investimento capace di colmare un vuoto storico del territorio. Terni, secondo questa lettura, ha bisogno di giovani, ricerca e competenze che restino ad operare sul territorio: l’Università viene descritta non come un elemento accessorio, ma come “un motore di sviluppo“, in grado di permettere a un’area ancora fortemente legata alla manifattura di innovare, attrarre nuove imprese e generare prospettive future. Anche su questo fronte, per il sindacalista la città dovrebbe scegliere la via dell’unità, affinché il progetto si trasformi in realtà.

L’energia e il futuro delle Acciaierie

La terza sfida riguarda il capitolo energetico dell’accordo di programma sulle Acciaierie, realtà che Marcelli definisce “l’oro blu” e cuore pulsante dell’identità produttiva ternana. Il punto più delicato, secondo il responsabile Cisl, è la gestione futura del Sistema idroelettrico umbro, questione che intreccia lavoro, investimenti, sostenibilità, sicurezza e prospettive industriali. Anche in questo caso la Regione avrebbe aperto un percorso che, per Marcelli, richiede “una città compatta“, capace di parlare con una sola voce nella difesa dell’occupazione e nel rilancio di una produzione sostenibile, con obiettivi chiari condivisi da tutti gli attori coinvolti.

Il metodo: dialogo tra istituzioni

Nel suo intervento, Marcelli sottolinea l’importanza di un dialogo “senza tatticismi, con senso istituzionale e responsabilità” tra Regione, Comune di Terni e attori politici del territorio. Per il sindacalista, le comunità crescono quando le istituzioni collaborano e non quando si contrappongono: da qui la richiesta di una regia condivisa, di un metodo stabile e di un tavolo permanente capace di mettere a rete le potenzialità della Zes e di affrontare con una visione reale la situazione del polo chimico, che secondo Marcelli rischia di deflagrare già a settembre.

Un appello alla maturità collettiva

Marcelli chiude il suo intervento con un appello alla maturità collettiva della città, affermando che “non è il momento delle bandierine, delle appartenenze, dei veti incrociati“, ma “il momento della responsabilità“. Per il responsabile Cisl serve un dibattito serio ma veloce, perché le opportunità legate a ospedale, ateneo e accordo industriale sulle Acciaierie non restano aperte all’infinito: tre sfide che, a suo avviso, possono diventare altrettante occasioni di rigenerazione per Terni e per l’Umbria, “solo se l’Umbria saprà essere Comunità, e non somma di divisioni“.

Redazione

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