Srf, via all’esercizio provvisorio. Resta ancora sospeso il destino della Serafini

Via libera alla prosecuzione temporanea dell’attività per la società del polo industriale di Maratta. Per la Serafini Srl e i suoi 12 dipendenti si attende il pronunciamento del giudice, auspicato già da lunedì 2 novembre.

Un primo spiraglio si apre per i lavoratori delle aziende colpite dal fallimento nel polo industriale di Maratta a Terni: per la Srf Srl è stato concesso l’esercizio provvisorio, il provvedimento che consente di proseguire temporaneamente l’attività. Resta ancora in sospeso la posizione della collegata Serafini Srl, per la quale si attende la decisione del giudice. L’obiettivo, da lunedì 2 novembre, è ottenere lo stesso risultato, così da garantire una prospettiva anche ai 12 dipendenti della società. Ne riferisce il Corriere dell’Umbria.

Cosa prevede l’esercizio provvisorio per la Srf

La decisione sulla Srf arriva dopo giorni di forte preoccupazione, seguiti allo stop delle attività disposto nell’ambito della procedura fallimentare. Il provvedimento permette di proseguire l’attività aziendale nei limiti stabiliti dagli organi della procedura. Gli scopi sono la tutela dei posti di lavoro e la valutazione delle possibilità di ripresa operativa, comprese le consegne e la gestione dei rapporti commerciali già esistenti.

Una vicenda giudiziaria complessa

Il fallimento delle due società si inserisce in una vicenda giudiziaria articolata. Le sue origini risalgono a procedimenti avviati negli anni precedenti e coinvolgono anche altre realtà societarie. Il provvedimento del tribunale ha imposto l’improvvisa interruzione delle attività, lasciando circa 60 dipendenti senza lavoro e altrettante famiglie nell’incertezza. Restano aperti gli interrogativi sul futuro occupazionale e sulla possibilità di salvaguardare, almeno in parte, la continuità produttiva delle due aziende.

Il presidio in Prefettura

Nei giorni scorsi i lavoratori si erano mobilitati. Una cinquantina di persone aveva manifestato davanti alla Prefettura di Terni per chiedere risposte e sollecitare una soluzione rapida. Il presidio si è svolto mentre era in corso la riunione con proprietà, istituzioni e sindacati, coordinata dal prefetto Antonietta Orlando. Il prefetto si era impegnato a scrivere al curatore fallimentare per accelerare i tempi e verificare la possibilità di autorizzare la prosecuzione temporanea delle attività.

La posizione del Comune

Sulla concessione dell’esercizio provvisorio alla Srf è intervenuto l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Terni, Sergio Cardinali, che ha accolto positivamente la notizia sottolineando però la necessità di proseguire il lavoro anche per la Serafini. “La concessione dell’esercizio provvisorio alla Srf – spiega Cardinali – è una prima, importante notizia positiva, che restituisce serenità ai lavoratori e alle loro famiglie e apre una prospettiva concreta per la continuità delle attività. Fin dalle prime ore, insieme al sindaco Stefano Bandecchi, ci siamo impegnati per favorire una soluzione rapida, mantenendo alta l’attenzione sulla salvaguardia dell’occupazione e del patrimonio imprenditoriale. Un ringraziamento alla Prefettura, alla curatela e a tutti coloro che hanno contribuito a questo primo risultato. Ora è fondamentale proseguire con lo stesso impegno per la Serafini Srl, che resta ancora sospesa al giudizio del giudice e conta 12 lavoratori. Auspichiamo lo stesso risultato già da lunedì. Il Comune continuerà a fare la propria parte, con determinazione e senso di responsabilità”.

Il quadro della Serafini Srl

Mentre per la Srf il via libera è arrivato, la Serafini Srl resta in attesa. La società conta 12 lavoratori e il suo destino dipende dal pronunciamento del giudice, atteso nelle prossime ore. L’auspicio dell’amministrazione comunale è che la decisione arrivi già da lunedì 2 novembre, con lo stesso esito favorevole ottenuto per la società collegata. La concessione dell’esercizio provvisorio alla Srf rappresenta quindi un primo risultato, mentre per la Serafini resta da attendere la decisione del giudice.

Redazione

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