Poca gente, ma idee chiare e decise. Il presidio davanti alla Prefettura dei lavoratori edili e metalmeccanici di Cgil e Uil a corredo delle due ore di sciopero sono state inevitabilmente caratterizzate dal grave incidente di questa mattina a Cesi, con un operaio in Codice Rosso dopo la caduta da un cantiere.
A parlare, dopo l’incontro col viceprefetto Luca Iervolino sono Stefano Paloni, segretario della Feneal Uil (gli edili) e Alessandro Rampiconi della Fiom Cgil (metalmeccanici): “Abbiamo chiesto che questo tavolo sia solo l’inizio di un controllo, abbiamo bisogno di protocolli e sicurezza”, spiega il primo. “Non possiamo permetterci lavoratori di serie B nè che sia il datore di lavoro a scegliere il livello di tutele, basta subappalti”, sottolinea il secondo.
E non manca una stoccata alla Cisl che non ha partecipato a scioperi e presidi: “Siamo qui anche per chi ha scelto di non esserci, considerando i morti strumentali rispetto al processo economico per il quale ci dobbiamo indignare”. Ma ai nostri microfoni, il segretario regionale della Filca Cisl Giuliano Bicchieraro aveva spiegato la posizione di battaglia, da un punto diverso, degli edili del sindacato.
Adesione allo sciopero con punte di oltre l’80 per cento nelle grandi aziende e intorno al 60 per tutte le altre. La prefettura ha assicurato che si farà portatrice delle istanze dei lavoratori al Governo.
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