I membri del comitato, sostenitori del ritorno al progetto storico ottocentesco di Luigi Poletti, evidenziano diverse criticità legate all’intervento proposto. Tra i principali motivi di dissenso vi è la previsione di un grande scavo sotterraneo, profondo oltre sette metri, per costruire una sala aggiuntiva di circa 120 posti, considerata dai manifestanti “costosa e superflua”. Tale intervento, sostengono, potrebbe compromettere la stabilità degli edifici storici circostanti, aumentando il rischio di cedimenti strutturali.
Un ulteriore aspetto critico è il potenziale blocco dei lavori dovuto a possibili ritrovamenti archeologici durante gli scavi, che comporterebbe non solo un’interruzione prolungata, ma anche conseguenze negative per le attività commerciali della zona. A ciò si aggiunge, secondo il comitato, la possibilità di dover restituire le risorse economiche utilizzate (provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, PNRR), nel caso in cui il progetto non venga completato, con aggravi di spesa per la comunità.
Infine, i membri del comitato esprimono forti perplessità riguardo al risultato finale dell’opera. Secondo loro, il progetto attuale trasformerebbe il teatro Verdi in una “struttura ibrida ricavata da un cinema”, lontana dalla visione originale del teatro storico e inadeguata a restituire alla città un vero spazio culturale.
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ha ragione l’architetto Leonelli, padre dell’attore Riccardo. E’ un teatro bruttissimo, che non lascia niente della storia passata : diventa un semplice palco per aspiranti partecipanti di Amici di maria de Filippi