Piazza Solferino ospita questa mattina gli interventi relativi allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil che in Umbria hanno appunto Terni come centro. Dopo un breve corteo in piazzale della Rivoluzione Francesce, lavoratori e sindacalisti si sono ritrovati nel palco a fianco della grande “balena” per sciorinare le richieste e mettere sul tavolo il cahier des doléances verso il Governo.
“Il Governo infliggerà 7 anni di austerità – dicono parlando della Manovra – con perdita del potere di acquisto dei lavoratori e dei pensionati per l’inflazione da profitto; crescita della precarietà e del lavoro nero e sommerso; tagli ai servizi pubblici, a partire da sanità, istruzione, trasporto pubblico, enti locali; rinnovi contrattuali per il pubblico impiego che coprono solo un terzo dell’inflazione; taglio del cuneo fiscale pagato dai lavoratori col maggior gettito Irpef; politiche fiscali che riducono la progressività e che attraverso concordati, favoriscono gli evasori; nessun intervento sugli extraprofitti; peggioramento della Legge Monti-Fornero, che verrà applicata praticamente a tutti; insufficiente rivalutazione delle pensioni con l’aumento beffa si soli 3 euro per le minime; assenza di politica industriale e tagli agli investimenti; ritardi nell’attuazione del Pnrr e nessuna strategia per il Mezzogiorno; attacco alla libertà di manifestare il dissenso col Ddl sicurezza”.
Poi le rivendicazioni al sistema delle imprese e al Governo: “Prendiamo i soldi dove ci sono: extraprofitti, profitti, rendite, grandi ricchezze, evasione fiscale e contributiva; chiediamo inoltre un finanziamento straordinario per sanità pubblica, servizi sociali, non autosufficienza, istruzione e ricerca. Vogliamo inoltre il rinnovo dei contratti di lavoro pubblici e privati per aumentare il potere d’acquisto, con detassazione degli aumenti e una piena rivalutazione delle pensioni, per rafforzare ed estendere la quattordicesima, oltre ad una riforma presidenziale che superi la Legge Fornero. Serve poi una politica industriale per i settori del manifatturiero e dei servizi, con veri investimenti per difendere l’occupazione, se necessario anche col blocco dei licenziamenti, creando nuovi lavoro e costruendo un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Inoltre chiediamo una maggior tutela della salute e sicurezza, con il contrasto alla precarietà, cambiando la legislazione sul lavoro. Infine, vogliamo il ritiro del decreto sicurezze”.
Interverranno sul palco i segretari regionali della Cgil Maria Rita Paggio e della Uil Maurizio Molinari.
La serrata
Tutto fermo oggi per lo sciopero. Sul fronte trasporti, il Tar ha respinto il ricorso d’urgenza promosso da alcuni sindacati contro la precettazione e così lo sciopero generale resta di 8 ore o per l’intero turno di lavoro per tutti i settori pubblici e privati, ad eccezione dei trasporti dove, a seguito appunto della precettazione, viene ridotto a 4 ore in particolare per il trasporto pubblico locale, il trasporto aereo e marittimo. Restano esclusi dallo sciopero, come già accennato, il trasporto ferroviario e il trasporto merci su rotaia. A incrociare le braccia, però, non sarà solo il settore dei trasporti, ma anche quello della sanità e della scuola. In caso di non rispetto della precettazione, le sanzioni ricadrebbero non solo sui sindacati, ma anche sui singoli lavoratori. Per quanto riguarda i bus ci saranno delle fasce garantite.
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