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Stop a collegamento Falconara – Orte – Roma, Uil Umbria: “Lavorare per evitare isolamento”

Nota congiunta diramata insieme con il sindacato marchigiano: "Un'economia in crisi può rilanciarsi solo con un'infrastruttura efficiente, ricca e capillare.Di fronte a questo impegno, come è possibile gestire un tale aumento del traffico su una linea ancora prevalentemente a binario unico?"

La decisione del TAR che ha respinto l’iniziativa del Comune di Serra de Conti di bloccare un progetto cruciale come il collegamento ferroviario Falconara – Orte – Roma, rappresenta solo l’ultimo di una serie di ostacoli che hanno rallentato questo importante sviluppo infrastrutturale per anni. Il collegamento attuale, per lo più costituito da binario unico e quindi con limitazioni nell’incrocio dei treni, rappresenta l’unica via trasversale che unisce le direttrici adriatiche e tirreniche, inclusa quella ad alta velocità nord-sud, e collega anche due porti fondamentali: Ancona e Civitavecchia.

Uil Umbria e Uil Marche, con i rispettivi segretari Maurizio Molinari e Barbara Mazzucchelli, si domandano quindi: “Perché, nonostante la posizione geograficamente strategica delle regioni Umbria e Marche, queste continuano a rimanere marginalizzate nelle politiche infrastrutturali e macroeconomiche nazionali?” Questo isolamento può essere considerato una delle cause principali delle difficoltà economiche che le regioni stanno affrontando, in un processo di transizione che le vede retrocedere da economie industrializzate a economie in crisi.

Per la Uil, diventa quindi fondamentale “un impegno concreto da parte dello Stato e dei governi regionali di Umbria e Marche per rendere questa infrastruttura una priorità effettiva. Si richiedono progetti concreti, con risorse e tempistiche definite, evitando che l’argomento diventi solo un tema ricorrente di discussione senza risoluzioni pratiche”

La nota prosegue: “Un’economia in crisi può rilanciarsi solo con un’infrastruttura efficiente, ricca e capillare. La dotazione infrastrutturale è un elemento chiave per le politiche di crescita e sviluppo, necessarie per rafforzare l’economia di un territorio e la sua coesione economica, sociale e territoriale.Inoltre, il Green Deal europeo, a cui l’Italia ha aderito, stabilisce il trasferimento del 30% del traffico merci dalla strada al ferro entro il 2030 e del 50% entro il 2050. Questo richiederà un aumento significativo del traffico ferroviario sulla rete nazionale. Di fronte a questo impegno, come è possibile gestire un tale aumento del traffico su una linea ancora prevalentemente a binario unico?”

In conclusione, rispondendo alla domanda se le regioni Marche e Umbria siano destinate all’isolamento e al declino infrastrutturale ed economico, Uil Umbria e  Marche sostengono che “è indispensabile fare ogni sforzo per evitarlo. Queste regioni meritano attenzione, risorse dedicate e un ruolo di primo piano nel rilancio economico dell’intero Paese”.

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