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Acqua carissima: Terni fra le città dove costa di più

Lo dice uno studio di Altroconsumo, analizzando i dati degli ultimi due anni: male anche Perugia

Uno studio di Altroconsumo, pubblicato martedì, ha messo in evidenza significative variazioni nelle tariffe idriche italiane tra il 2021 e il 2023. La ricerca, focalizzandosi sui consumi di una famiglia media di tre persone (consumo medio di 182 metri cubi all’anno, pari a 166 litri al giorno a persona), ha rilevato un incremento medio del 9,5% a livello nazionale. Particolarmente evidenti sono stati gli aumenti nelle città di Perugia e Terni, dove la spesa annua per l’acqua ha raggiunto rispettivamente 562 e 632 euro, ben al di sopra della media nazionale di 466 euro.

Mentre alcune città come Catanzaro e Bari hanno registrato incrementi minimi o nulli nell’ultimo biennio, altre hanno visto aumenti notevoli. Bolzano guida la classifica con un rialzo del 35,4%, seguita da Torino, Trento, L’Aquila, Milano, Genova e Ancona. Nonostante questo, Milano si distingue per avere una delle spese medie più basse, 163 euro, a fronte dei 344 euro di Bolzano. L’indagine evidenzia una fascia di spesa comune che varia da 370 a 500 euro all’anno, con Alessandria e Macerata agli estremi di questa gamma.

Altroconsumo ha notato un aumento significativo rispetto all’edizione precedente dello studio, dove gli incrementi si erano attestati in media al 9,7% nel quadriennio 2017-2021. La situazione attuale riflette non solo le variazioni nelle politiche tariffarie locali, ma anche l’impattante dinamica economica che influisce sul costo della vita degli italiani, con particolare enfasi sulle necessità quotidiane come il consumo d’acqua.

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