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Gli scoppia una bombola e rischia di perdere la mano: salvato in ospedale

Protagonista della vicenda un trentaduenne, operato dal reparto di chirugia diretto da Giuseppe Mosillo

Un lavoratore di 32 anni è stato  ricoverato in condizioni critiche all’ospedale di Terni a seguito di un grave incidente sul lavoro, causato dall’esplosione di una bombola d’ossigeno. Il rischio di amputazione della mano dell’operaio era molto alto, ma grazie all’intervento tempestivo dell’equipe di chirurgia della mano dell’ospedale, è stato possibile evitare questo esito drammatico.

Il dottor Giuseppe Mosillo, a capo del reparto di chirurgia del Santa Maria di Terni, ha descritto l’operazione come un’impresa estremamente delicata. “L’obiettivo era limitare il danno al massimo e cercare di ripristinare la funzione di presa della mano, che era la mano dominante del paziente,” ha spiegato Mosillo. Durante l’operazione, durata oltre sei ore, il team medico è riuscito a rivascolarizzare il pollice e a ricostruire tre dita, utilizzando tessuti prelevati dall’indice, che era stato amputato ma risultava irrecuperabile a causa dei danni subiti nell’esplosione.

Dopo circa una settimana di osservazione, il paziente è stato dimesso in buone condizioni. Mosillo ha elogiato la collaborazione e la forza d’animo del giovane operaio: “Fin dall’inizio, ha dimostrato una grande forza e non si è mai abbattuto. Attualmente, sta lavorando attivamente nella fase riabilitativa per recuperare il prima possibile.” Questo incidente sottolinea l’importanza della sicurezza sul lavoro e la capacità della chirurgia moderna di salvare e ripristinare funzioni vitali anche in casi estremamente gravi.

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