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Tubificio, sindacati chiedono chiarezza sul futuro: “Definire investimenti, produzioni ed esuberi”

Concluso senza certezzee un ciclo di assemblee organizzate dalle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Fismic. Futuro in ballo dopo lo scorporo da Arvedi Ast

Al Tubificio di Terni si è concluso un ciclo significativo di assemblee organizzate dalle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Fismic. Questi incontri, tenuti direttamente con i lavoratori, hanno messo in luce le crescenti preoccupazioni sul futuro del sito produttivo, in seguito allo scorporo da Acciai Speciali Terni avvenuto un anno fa.

Durante il confronto, i sindacati hanno espresso perplessità riguardo il piano di rilancio dell’azienda, con particolare attenzione alle questioni legate agli esuberi (circa 20 lavoratori in meno) e alla ristrutturazione in corso. Secondo le dichiarazioni rilasciate: “Nonostante le aperture dell’azienda sul numero degli esuberi e sulla volontarietà del riassorbimento in Acciai Speciali Terni, permangono criticità e perplessità sul tema del rilancio. Il piano degli investimenti, ancora da definire, sulle linee di produzione e su nuove produzioni, attualmente caratterizza il piano di rilancio come piano di ristrutturazione.”

Un punto cruciale sollevato durante le assemblee riguarda la riduzione dei costi, che sembra gravare in modo significativo sui lavoratori. Inoltre, c’è una preoccupazione per la contrazione dei mercati della componentistica delle auto con motore termico, un settore in cui il Tubificio ha perso terreno e ora cerca di recuperare in un ambiente altamente competitivo.

Le considerazioni finali delle assemblee, tuttavia, riflettono un cauto ottimismo: “L’impegno e il senso di responsabilità dei lavoratori manifestato nelle assemblee ci induce a non opporci a questo piano. Vigileremo in questi mesi, per riprendere la discussione alla fine del primo trimestre del 2024, dove saranno chiariti volumi, andamenti economici e carichi di lavoro sugli impianti, solo in quel momento potremmo dare un giudizio compiuto”.

In questo scenario, i lavoratori del Tubificio di Terni si trovano di fronte a un periodo di incertezza e speranza, dove il futuro è ancora tutto da scrivere. Il dialogo tra le parti rimane aperto, con la promessa di una nuova valutazione all’inizio del 2024, che potrebbe portare a nuove prospettive per il sito e per i suoi dipendenti.

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