In Umbria 43mila persone vivono in città prive di sportelli bancari

Nel 2023 la chiusura di sportelli si è manifestata in modo significativo in centri come Castel Ritaldi, Alviano, Montecchio, Montegabbione, Porano e Arrone

In Umbria, la desertificazione bancaria rappresenta una realtà preoccupante, soprattutto nelle aree rurali e appenniniche. Questo fenomeno, che ha visto la chiusura di filiali bancarie in diversi comuni, si è manifestato in modo significativo in centri come Castel Ritaldi, Alviano, Montecchio, Montegabbione, Porano e Arrone. Al momento, 26 comuni della regione sono privi di banche. La situazione è ulteriormente allarmante considerando le previsioni per il 2024: a Foligno, ad esempio, è prevista la chiusura di 5 dei 15 sportelli bancari rimasti. Negli ultimi dieci anni, le banche italiane hanno chiuso più di 11mila sportelli, una mossa volta alla riduzione dei costi e alla massimizzazione dei profitti, che però ha portato a un impoverimento dei servizi sul territorio e una significativa perdita di posti di lavoro.

La mancanza di sportelli bancari non colpisce solo la fascia più anziana della popolazione, che spesso fatica ad accedere ai servizi informatici a banda larga. Inoltre, la riduzione delle banche sui territori, che fungono anche da presidi di legalità, aumenta il rischio che imprese e famiglie possano cadere nelle grinfie della criminalità organizzata.

Secondo i dati del 2023 forniti dalla Fabi, il principale sindacato di categoria, circa 43mila persone in Umbria vivono in città prive di sportelli bancari, corrispondenti al 5% della popolazione totale. Questo dato è sostanzialmente in linea con la media del centro Italia, ma assume un’importanza particolare in Umbria, dove l’elevata età media della popolazione e l’accesso limitato ai servizi informatici rendono la situazione particolarmente grave.

Redazione

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