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Rivoluzione amministrativa per enti locali: la sfida del nuovo sistema di gare d’appalto

Federico Gori solleva questioni cruciali sulla semplificazione e l'efficacia della recente riforma Anac nel contesto del Pnrr

Da molti anni, l’argomento della semplificazione amministrativa per gli Enti locali è al centro del dibattito, tuttavia, sembra che continuamente emergano complicazioni per quegli enti che operano più vicinamente ai bisogni dei cittadini. Federico Gori, leader della Consulta Piccoli Comuni di Anci Umbria e primo cittadino di Montecchio (Terni), ha espresso il suo punto di vista in merito alla recente decisione dell’Anac. Questa disposizione, effettiva dal 1 gennaio 2024, segue le direttive per realizzare le riforme del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e introduce significative modifiche nel sistema dei codici identificativi per le gare d’appalto, nota come CIG. La decisione prevede l’eliminazione del sistema Simog a favore di una piattaforma più avanzata e funzionale, decretando la fine degli “smart CIG”.

Gori sottolinea che queste nuove regole potrebbero limitare la capacità degli enti di sostenere le attività commerciali di prossimità e di valorizzare le competenze locali. Questo avrebbe l’effetto di sottrarre vitalità economica a territori già in difficoltà, aumentando nel contempo il carico di lavoro per le amministrazioni comunali di piccole dimensioni.

Il coordinatore insiste sulla necessità di reintrodurre immediatamente lo smart CIG, un sistema che rappresenta circa il 90% dei codici utilizzati e che si è dimostrato efficiente e rapido. La sua rimozione è stata considerata inappropriata e, seguendo quanto stabilito dalla legge Finanziaria del 2007, Gori propone l’abolizione dell’obbligo di utilizzo del CIG per acquisti inferiori ai 5.000 euro. Egli evidenzia l’irrazionalità di imporre alle piccole imprese artigianali, individuali o ai negozi locali l’adesione a sistemi telematici complicati per transazioni di modesto valore. È fondamentale, secondo Gori, che le nuove piattaforme siano semplici, con interfacce intuitive e non gravose per i dipendenti comunali, garantendo trasparenza e facilità d’uso. La semplificazione e l’intuitività delle piattaforme sono essenziali non solo per i piccoli comuni ma anche per quelli più grandi. Attualmente, l’ottenimento di un codice tramite il nuovo sistema richiede oltre mezz’ora, a fronte dei pochi minuti necessari precedentemente. I rappresentanti dei Piccoli Comuni auspicano piattaforme semplici, intuitive e soprattutto basate sulla fiducia. Secondo Gori, solo così sarà possibile concentrarsi efficacemente su progetti pubblici di maggiore rilievo, soddisfacendo gli obiettivi dell’Unione Europea nel quadro del Pnrr.

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