In un recente sviluppo nel settore della forestale, un episodio sorprendente ha avuto luogo quando due cacciatori sono stati scoperti a utilizzare metodi illegali per la caccia. Secondo le indagini condotte dai Carabinieri Forestali di Amelia, i due sono stati trovati colpevoli di aver impiegato un sistema di richiamo non autorizzato per attrarre un maggior numero di quaglie, con l’obiettivo di aumentare il loro bottino.
L’indagine è stata innescata da segnalazioni di cittadini che avevano udito rumori elettronici insoliti provenienti da un’area incolta adiacente al fiume Tevere, nella regione di Penna in Tebnerina. Le successive indagini dei forestali hanno portato alla scoperta di un dispositivo elettronico, abilmente celato tra le canne di bambù, ancora in funzione.
Secondo una dichiarazione rilasciata dai Carabinieri Forestali, il dispositivo era programmato per attivarsi automaticamente durante la notte, permettendo ai cacciatori di cacciare le quaglie attratte in quel periodo, fuori dalle ore di registrazione dell’apparecchio. Questo tipo di richiami elettronici è noto per la sua efficacia nel richiamare un elevato numero di quaglie durante periodi di intensa migrazione, aumentando significativamente la possibilità di caccia. Tuttavia, tali dispositivi sono considerati illegali secondo le normative nazionali ed europee.
Una volta disattivato il dispositivo, i Carabinieri Forestali hanno atteso per identificare i responsabili. All’alba, i due cacciatori sono arrivati e hanno attivato nuovamente l’apparecchiatura, momento in cui i forestali hanno eseguito un’operazione sorpresa, risultando nella denuncia dei cacciatori. Sono stati accusati di utilizzare metodi proibiti per la caccia, violando così la legge 157 del 1992 che regola la pratica venatoria.
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Si, ma l ambulanza ? Che c azzecca? 🙄