Bandecchi rilancia: “Sarò il prossimo presidente del Consiglio, voglio essere io il Duce”

Il sindaco dimissionario scatenato ad una radio romana: "Meloni vergognosa, molti politici andrebbero esiliati". Ma sono in tanti a Terni a credere che invece il 28 febbraio tornerà in sella

Stefano Bandecchi, sindaco di Terni ha protocollato nella mattina del 9 febbraio le sue dimissioni, annunciate ieri via social.

Poi è intervenuto al progamma “Gli Inascoltabili” su Radio Roma Sound fm90,rilanciando:  “Le mie dimissioni non sono dovute alle indagini della magistratura o della guardia di finanza, con cui sono continuamente indagato. Non ho neanche rassegnato le dimissioni per aver espresso un concetto semplice: un uomo normale non fa del male alla propria compagna se non vuole stare con lui, ma la lascia andare e ne cerca un’altra. Sembra che molti non abbiano compreso questo concetto.”

Bandecchi ha evidenziato il suo ruolo attivo in Alternativa Popolare e ha ribadito la sua candidatura come capolista in tutte le circoscrizioni alle prossime elezioni europee, con l’obiettivo di raggiungere il 4% dei voti.

E ancora: “Coglio far politica per conto mio perché non stimo nessuno, penso che molti politici italiani andrebbero esiliati, dovrebbero vergognarsi.Secondo voi, con tutti gli imbecilli degli ultimi 30 anni in Italia, abbiamo avuto come presidente del consiglio Conte, posso mollare? Io direi a tutti di farsi una camomilla, tanto è chiaro che diventerò presidente del consiglio, tanto è chiaro che le cose che posso fare per la nazione nessun altro è in grado di farle.Se ogni 5 anni dobbiamo avere un Duce allora voglio esserlo io”.

E l’attacco diretto alla Meloni: “Non è che mi ha deluso, è vergognosa. Dopodomani tirerò fuori un emendamento e le farò capire come si è scordata quello che aveva detto: ha sparato una marea di stupidaggini e non ne ha realizzata nemmeno una. “Porterò Alternativa popolare a essere uno dei partiti più importanti in 3 anni e 8 mesi, farà la differenza perché molti elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Pd sanno che devono votare per l’unico uomo che può risolvere il problema”.

Gli spifferi dentro Ap

Sono in tanti però a Terni a pensare che invece le sue dimissioni il 28 febbraio non verranno confermate e sono solo uno spauracchio da agitare contro l’ala riottosa: “Qualcuno dentro Ap a Terni mi ha rotto le palle”, ha spiegato. Nessun riferimento diretto, ma pare che soprattutto l’ala sinistra del partito abbia manifestato più di qualche malumore. Nel mirino l’ingombrante vicesindaco Corridore  ma anche l’assessore Iapadre, altro fedelissimo della prima ora.

Una riunione a Roma fra i vertici di Ap sarebbe finita a stracci, col presidente Alli che non sarebbe rimasto contento della convention a Terni – ma lo stesso Bandecchi è rimasto deluso della poca platesa – e da lì sarebbero iniziate le scintille. Bocche cucite ovviamente dentro Ap, anche perchè pare nessuno sapesse nulla di questa mossa. Lunedì si preannuncia un consiglio comunale infuocatissimo.

Redazione

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