Il sentore che l’aria fosse pesante dentro Alternativa Popolare circolava da un po’. Le dimissioni di Luciano Nichinonni da assessore erano state il primo scricchiolio del monolite, ma dentro le segrete stanze di Palazzo Spada girava da un po’ la voce che qualcuno, anche fra i fedelissimi del sindaco, non fosse più così contento come prima.
Parlando con UmbriaOn, il sindaco ha chiaramente fatto intendere che qualcuno, dentro il partito ternano “mi ha fatto girare le palle” ma anche da Roma rimbalzano voci di riunioni turbolente nei vertici nazionale del partito, del quale, va ricordato, Bandecchi aveva comprato il marchio tempo fa. Di sicuro, queste dimissioni aprono scenari imprevedibili.
A breve scadranno anche i termini entro il quale il Prefetto dovrà pronunciarsi sulle tante possibili incompatibilità ma al momento da quello che trapela, non sembrerebbe riscontrabile in nessuno dei capi contestati, salvo che non prenda in gestione il PalaTerni e allora si valuterebbe.
Se queste dimissioni diventeranno effettive, lo si saprà solo fra 20 giorni. più di qualcuno – il M5S lo scrive chiaramente in una nota, ma anche Forza Italia e FdI avanzano dubbi- fa trapelare che possa essere solo una mossa per richiamare all’ordine i consiglieri comunali più riottosi, agitando lo spettro della decadenza dalla carica. Di sicuro il giocattolo personale del sindaco sembra essersi rotto. Il vicesindaco Riccardo Corridore fa sapere, parlando a TeleGalileo che sarà il sindaco a dire di più con una conferenza stampa: “Tanta città non lo voleva più, tanti l’hanno criticato”, spiega.
Intanto stamattina le dimissioni sono state formalizzate. Stefano Bandecchi ha protocollato la lettera indirizzata al Consiglio comunale con la quale comunica le sue dimissioni dalla carica di sindaco di Terni.
Cosa succede ora
L’articolo 53 comma 3 del Tuel spiega che “le dimissioni presentate dal sindaco diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al consiglio. In tal caso si procede allo scioglimento del rispettivo consiglio, con contestuale nomina di un commissario”. Successe già nel 2018 con Di Girolamo, con l’allora sindaco Pd che però poi ritirò le dimissioni.
Se le dimissioni saranno confermate, entrerà in carica un commissario prefettizio. Resta poi da capire se si voterà entro l’anno. Forse già a giugno, se dovessero esserci i tempi. Altrimenti si andrebbe al 2025.
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