C’è anche un furto commesso nel ternano nel lontano 2006 fra i tanti reati commessi da uno dei ladri finiti in manette a Roma per il furto ad una gioielleria della Capitale lo scorso 3 ottobre. L’uomo, un romano di 65 anni, aveva rapinato ancora una volta una gioielleria. Un vero professionista del furto, finito in manette ed in carcere assieme ad altri due fratelli romani di 57 e 55 anni, il primo esperto nel settore delle serrature e già noto perché coinvolto in analoghe indagini e il secondo incensurato, insospettabile.
L’indagine dei militari della stazione di Roma San Lorenzo in Lucina è durata alcuni mesi, a partire dal giorno in cui è stato messo a segno il colpo: ricostruendo i movimenti dei ladri attraverso le immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza della zona. I ladri sono entrati dal condominio adiacente alla gioielleria e poi tramite a un grosso foro nel muro, senza mettere piede nel locale, hanno tagliato l’armadio blindato, situato in corrispondenza della parete forata, e la cassaforte contenuta all’interno. Una tecnica articolata, che ha fruttato un bottino stimato in circa 800mila euro. Una vera e propria banda del buco, rintracciata dai carabinieri della capitale tramite una lunga indagine e la comparazione dei cartellini foto-segnaletici di oltre 150 soggetti con precedenti, già registrati quali autori di delitti dello stesso tipo
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