Mascia Aniello lascia la Giunta Bandecchi. E’ il secondo assessore che si dimette dopo Luciano Nichinonni e come lei stessa scrive, si tratta di una decisione presa alcuni giorni fa e posticipata, probabilmente solo per non sovrapporsi alla tornata elettorale. Aniello parla di “aggressione verbale subita, in assenza del sindaco da parte di un collega assessore solo per aver fermamente reclamato il diritto alla salute per lavoratori e cittadini ternani” e di non aver mai ricevuto le scuse.
“Reputo gravissimo che un uomo, tanto più una personalità pubblica, perpetri simili forme di violenza per imporsi contro una donna.
Questi episodi sono certamente parte dei quotidiani fenomeni di ordinaria follia machista che si registra tuttora in ogni ambiente, professionale e non solo.
A dispetto di tante battaglie, la parità resta una chimera: in questa società, una donna, anche con istruzione, cultura, esperienze equivalenti, deve ancora faticare il triplo solo per affermare un’idea, essere ascoltata”.
Aniello annuncia anche una battaglia nelle sedi legali. Ma “nel metodo, occorre che la nostra società evolva, altrimenti, persino dinanzi alle più idee più innovative, non avremo futuro.
Sia chiaro che questo non è un passo indietro rispetto all’impegno civico sin qui assunto; è piuttosto un doppio passo avanti, sia come umile testimonianza per l’emancipazione delle donne, sfida mai davvero vinta; sia per la liberazione della città di Terni da un giogo opprimente, quello dell’enorme inquinamento siderurgico, mai sanzionato dalle Autorità”.
Mascia Aniello, che attualmente attende un bambino, sottolinea di averlo fatto “per le troppe donne che quotidianamente, subiscono in rassegnato silenzio ignobili soprusi, piccoli e grandi, portandosi dentro – cicatrici tanto invisibili quanto profonde”. E ricorda che “noi siamo infinitamente più grandi di questi piccoli uomini che, senza educazione. senza vergogna, inaugurano panchine rosse di ipocrisia, partecipano a convegni, salgono in cattedra, professando rispetto solo a parole”
La replica di Bandecchi
Il sindaco Bandecchi, in un’intervista con ANSA, ha dichiarato di non essere a conoscenza della gravidanza di Aniello e ha espresso il suo punto di vista sulla possibilità di lavorare durante la gravidanza. “Aniello non avrebbe comunque problemi a continuare a lavorare anche da incinta, io non sapevo lo fosse” ha affermato.
Bandecchi ha inoltre fatto luce sul conflitto che ha portato alle dimissioni di Aniello, rivelando che i due assessori hanno avuto un litigio brutale riguardo ai rapporti dell’amministrazione con Acciai Speciali Terni, una delle aziende più rilevanti del territorio.Le dimissioni di Aniello aprono un nuovo capitolo per l’amministrazione comunale di Terni. Bandecchi ha concluso con una nota pragmatica: “Morto un assessore se ne fa un altro, io non posso insistere”.
Il Movimento 5 Stelle
Nell’esprimere solidarietà a Mascia Aniello, il Movimento 5 Stelle ricorda: “.Se confermato, ci troviamo di fronte all’ennesimo episodio che mette sotto i riflettori la giunta comunale per comportamenti relativi a discriminazioni sessiste e questo caso non può e non deve passare inosservato o essere sottovalutato. Purtroppo, i presupposti per capire il clima che si respirava in questa amministrazione c’erano tutti da tempo. Risulta indecente come il commento del sindaco Bandecchi, nella sua risposta all’assessore Aniello, sposti l’attenzione sulla sua gravidanza piuttosto che sulla presunta aggressione denunciata senza mezzi termini”
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