Scoppia la grana dei bandi regionali per l’inserimento del personale nelle nuove Centrali Operative Territoriali (COT). Si tratta di strutture fondamentali a livello ospedaliero per il raccordo fra servizi e professionisti tra i vari livelli di assistenza nel percorso del paziente.
Dopo mesi di ritardi, anche l’Umbria 2 ha avviato il bando ma la situazione sta creando non pochi problemi. A sollevare la questione dei ricollocamenti sono il consigliere di Alternativa Popolare Claudio Batini la questione della ricollocazione del personale sanitario è diventata un argomento di discussione. Il consigliere Batini e il consigliere per la sanità del sindaco Bandecchi, Mario Gallini, hanno diffuso una nota in cui esprimono il loro stupore per la situazione descritta da dipendenti e cittadini. Secondo loro, la sanità è un tema molto sentito dai cittadini, preoccupati per il degrado della situazione a Terni.
La Ausl Umbria 2 ha emesso a marzo un avviso di manifestazione d’interesse per il personale da assegnare alle COT di Terni e Spoleto. “Questo bando era rivolto anche alle attività assistenziali per pazienti affetti da gravissima disabilità nei territori di competenza,” hanno spiegato i due di Alternativa Popolare. Tuttavia, non essendo stato raggiunto il numero minimo di partecipanti, il 14 giugno è stato emanato un secondo avviso.
Il secondo avviso ha suscitato polemiche per la sua gestione. “In questo bando non era più presente l’indicazione dei pazienti affetti da gravissima disabilità,” hanno sottolineato Batini e Gallini. Inoltre, l’avviso prevedeva sei posti per le COT di Terni e altrettanti per quelle di Spoleto, ma è stato pubblicato con una scadenza a soli due giorni di distanza, fissata per il 16 giugno, “una tempistica anomala – scrivono- visto che gli avvisi dovrebbero avere una scadenza di almeno 15 giorni, riducibili a cinque solo in caso di estrema urgenza”
“La graduatoria relativa al secondo avviso è stata pubblicata solo tre giorni dopo la scadenza,” hanno denunciato i due esponenti di Alternativa Popolare, sollevando ulteriori dubbi sulla regolarità della procedura. Batini e Gallini hanno sottolineato l’importanza di garantire trasparenza e correttezza nelle procedure, soprattutto in un settore delicato come quello sanitario. “Perché questa procedura irrituale?” hanno chiesto, richiedendo chiarimenti alla Ausl Umbria 2.
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