La Filt Cgil, il sindacato che ha ottenuto il maggior numero di consensi nelle recenti elezioni Rsu nel settore del trasporto pubblico locale in Umbria, ha espresso forti critiche riguardo il progetto di spacchettamento del Tpl. La Regione Umbria ha infatti avviato una gara suddivisa in quattro lotti, una decisione che secondo il sindacato avrà conseguenze disastrose per i cittadini umbri.
“Non è una piccola rivoluzione copernicana, ma un grande pasticcio,” ha dichiarato Ciro Zeno, segretario generale della Filt Cgil dell’Umbria. Zeno ha sottolineato come la decisione della Regione sia stata presa in modo unilaterale e sia stata contestata fin dal principio dalla maggioranza dei lavoratori del settore.
“La nostra vertenza contro questa decisione non si ferma,” ha aggiunto Zeno, rivolgendo un appello agli enti locali, Comuni e Province, che insieme alla Regione sono i proprietari di Umbria Tpl e Mobilità. Il sindacato chiede che gli enti locali si esprimano riguardo la direzione presa con questa gara, sottolineando i rischi di privatizzazione e di tagli ai finanziamenti e ai chilometri percorsi, che metterebbero a rischio la stabilità e la continuità del lavoro nel settore.
Zeno ha evidenziato come il contesto generale sia reso ancora più preoccupante dal progetto di autonomia differenziata, che potrebbe mettere in ginocchio la regione. “C’è ancora tempo per fare la scelta giusta,” ha concluso, esortando le istituzioni a intervenire al più presto per rivedere la decisione.
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