Ast, Fismic: “Preoccupano ritardi e dichiarazioni del ministro Urso su energia”

Il segretario Olimpieri: ""Siamo stanchi di vedere la classe politica che pensa all'io, all’oggi e non all’interesse del Paese e dei cittadini. Chiarezza sul futuro del sito"

Il direttivo provinciale della Fismic Confsal si è riunito nella mattinata di venerdì 13 settembre, con un dibattito focalizzato sulla situazione economica, produttiva e occupazionale del territorio ternano. Durante l’incontro, il segretario generale Giovacchino Olimpieri ha presentato una relazione dettagliata, soffermandosi soprattutto sui ritardi dell’accordo di programma per Ast, un aspetto che sta impattando l’intero comparto industriale della zona.

“Particolare preoccupazione è stata espressa per i ritardi quasi triennali dell’accordo di programma indispensabile alla realizzazione del piano industriale di Ast”, ha dichiarato la Fismic Confsal. L’accordo è cruciale per l’attuazione del piano industriale, presentato dall’azienda il 1° aprile 2022, che prevedeva un investimento di un miliardo di euro tra risorse private e finanziamenti pubblici. Il piano aveva come obiettivo la salvaguardia occupazionale e lo sviluppo del sito produttivo, ma solo un quarto degli investimenti è stato finora completato.

L’associazione sindacale ha poi lanciato un’accusa contro la burocrazia lenta e inefficiente: “Un progetto industriale che rischia di essere compromesso da una burocrazia lenta, incapace e inefficiente, l’esatto contrario di ciò che serve per lo sviluppo e il rilancio dell’azienda”. Questa lentezza potrebbe mettere a rischio l’intera realizzazione del piano, aggravando la crisi del settore.

Preoccupazioni sono emerse anche dalle dichiarazioni del ministro Urso, fatte durante il Question-time dell’11 settembre alla Camera dei deputati. Secondo Fismic Confsal, il ministro ha minimizzato il problema del costo dell’energia, affermando che l’azienda avrebbe sollevato la questione solo in fase di discussione, un fatto smentito dal sindacato: “Il costo dell’energia è stato segnalato come prioritario fin dalla data di presentazione del piano industriale”. Fismic Confsal ha quindi richiesto maggiore chiarezza e trasparenza nei confronti dei lavoratori, che finora sono stati esclusi dagli incontri decisionali.

La riflessione conclusiva del sindacato è amara e critica nei confronti della classe politica. “Tutti dimenticano di quanto sottoscritto nel patto di territorio del 2004”, un accordo disatteso che ha portato alla perdita di circa mille posti di lavoro e alla riduzione della produzione di eccellenze come il magnetico e il titanio. Anche la filiera del tubo è in crisi, con il Tubificio e aziende come Forvia in difficoltà.

Il sindacato conclude: “Siamo stanchi di vedere la classe politica che pensa all’io, all’oggi e non all’interesse del Paese e dei cittadini”. Tra i problemi evidenziati ci sono gli elevati costi energetici e gli stipendi tra i più bassi d’Europa, un quadro che, secondo Fismic Confsal, non sta ricevendo l’attenzione necessaria per invertire la tendenza.

Redazione

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