Ast, l’affondo di Confartigianato: “Stallo e ritardi mettono in ginocchio il territorio”

Dura nota dell'associazione di categoria dopo la fumata nera nel tavolo al Mise. "A rischio anche le tante aziende dell'indotto"

Il tanto atteso Accordo di Programma per Acciai Speciali Terni (Ast) sembra ancora lontano dalla firma, bloccato principalmente dal problema delle tariffe energetiche.  Secondo quanto emerso anche dall’ultimo incontro al Mise, che ha portato ad una fumata nera, una soluzione strutturale a questo problema non sarà possibile prima del 2029, secondo quanto emerso dal tavolo ministeriale, e ciò rischia di compromettere l’intero progetto di rilancio.

Confartigianato Terni ha espresso preoccupazione per lo stallo nelle trattative, sottolineando che la questione energetica è diventata cruciale per il futuro della fabbrica e del suo indotto.”Le tariffe energetiche elevate sono uno degli ostacoli principali per la competitività del polo siderurgico, e le imprese locali stanno già subendo pesanti conseguenze”, sottolinea l’associazone di categoria «Il ritardo per una soluzione strutturale potrebbe avere un impatto devastante sull’economia locale”, prosegue.

La firma dell’Accordo, che prevede uno sblocco di 700 milioni di euro di investimenti privati e 300 milioni di fondi pubblici, è ora legata all’impegno del Ministro Urso. Il ministro ha promesso di trovare una “soluzione ponte” per alleviare temporaneamente il problema delle tariffe energetiche, ma, come evidenzia Confartigianato, “non ci sono né anticipazioni, né certezze su questa soluzione. Ast e il territorio non possono attendere fino al 2029, e la mancanza di passi concreti continua a mantenere le imprese locali in una situazione di incertezza”.

L’incertezza attuale pesa in particolare sull’indotto legato ad Ast, che occupa un numero significativo di lavoratori e costituisce un asset importante per la competitività dell’intero polo siderurgico. Confartigianato Terni sottolinea che “il territorio e, in particolare l’indotto, sta pagando il prezzo più alto di questa situazione di sostanziale stallo». L’indotto è sempre più orientato alla riduzione dei costi, ma questa strategia rischia di «espellere imprese locali dal polo siderurgico», con il rischio di perdere competenze vitali e ridurre la qualità del prodotto finale”.

Ditte terze coinvolte nelle attività di Ast sono particolarmente vulnerabili a questo stallo, e Confartigianato Terni lancia un appello affinché l’intero polo sia tutelato. “Le imprese del territorio – prosegue Confartigianato – rischiano di venire progressivamente tagliate fuori, compromettendo la loro capacità di operare in un mercato internazionale altamente competitivo. Una soluzione temporanea potrebbe alleviare parte di queste difficoltà, ma resta la necessità di una visione più ampia e di un piano energetico che metta in sicurezza il settore produttivo locale. L’incertezza sta mettendo a rischio non solo l’industria siderurgica, ma anche tutto l’indotto che vi ruota attorno. Senza una soluzione che coinvolga tutto il polo, sia Ast che le ditte terze non potranno competere adeguatamente sul mercato internazionale”

Redazione

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1 anno fa

Giustissimo: stiamo andando sempre più verso una desertificazione di Terni, con la completa assenza di politiche per il lavoro e l’occupazione. Si pensa solo al turismo, si spendono milioni di euro per pubblicizzare la Regione a beneficio delle lobby del turismo (vedi assessora di scheggino proprietaria di numerosi resort nella valnerina)

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