Un’ora e mezza di confronto intenso e bello, sui temi dello sport e dell’inclusione. Dall’incontro fra Paolo Dongdong Camanni, judoka paralimpico di Bevagna che ha gareggiato per l’Italia alle ultime Paralimpiadi di Parigi e gli studenti dell’ITT Allievi Sangallo di Terni esce soprattutto la storia umana e di riscatto di un ragazzo non ancora ventunenne, arrivato in Italia dalla Cina, adottato da una famiglia umbra quando era già cieco – dall’età di tre mesi – per colpa di una neuroblastoma bilaterale (un tumore infantile molto aggressivo).
L’incontro, voluto dalla preside Cinzia Fabrizi, rientra nel progetto “Diritti e inclusione contro ogni discriminazione”, promosso dal Cip (Comitato italiano paralimpico) e Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori), di cui Camanni è uno degli inviati speciali. Presente anche in rappresentanza del Cip Umbria ci sarà il suo delegato provinciale di Terni, Tommaso Strinati.
Camanni, dialogando un gruppo di studenti, ha raccontato la sua storia: dal trasferimento dalla Cina a Bevagna, alla sua passione per lo sport, il pianoforte, i boy scout e lo studio (frequenta la facoltà di ingegneria e telecomunicazioni a Bologna). In Italia è guarito dal tumore e grazie alla sua famiglia adottiva ha “avuto modo di sperimentare tutto quello che un bambino deve sperimentare”, come lui stesso ha sempre detto:
“Lo sport è inclusione, il Judo è aggregazione e quello che ho voluto dire ai ragazzi è che bisogna sempre mettere al centro i nostri sogni. Abbiamo parlato di obiettivi, di limiti autoimposti e come superarli. Ma la persona deve essere al centro di tutto, ce lo insegna lo sport”, dice a Terni Tomorrow. Ad accompagnarlo Becky, il suo cane guida: “Lei mi segue ovunque- dice – viene anche sul treno con me”.
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