Moplefan, Vitality e idrogeno: i progetti del Comune per il rilancio del polo chimico

L'assessore Cardinali: "Diversi progetti in campo". Ma restano il grande nodo dell'energia e la grande difficotà del territorio sul fronte delle rinnovabili. Al via anche il centro di ricerca del Bic

Rilanciare il polo chimico ternano, partendo dalla nuova vita di Moplefan, ma anche puntando su Vitality, il nuovo centro ricerche sulla chimica verde pronto a sorgere nell’area della ex Basell.

I progetti sono sul tavolo dell’assessore allo sviluppo economico Sergio Cardinali, che in una nota chiama a rapporto tutte le istituzioni: “Serve una cabina di regia coordinata dalla Regione, che sviluppi maggiore collaborazione con le istituzioni territoriali e tutti gli stakeholder interessati al fine di studiare e predisporre strategie in grado di rilanciare la capacità innovativa delle imprese del ternano e umbro”. Parole che fanno il paio con quelle dei giorni scorsi della Filctem Cgil e senza dubbio la ripartenza della Moplefan può fare da apripista: “Stanno già arrivando i primi clienti – dice Cardinali – la quasi totalità dei lavoratori (100 su 124 circa ndr) ha ripreso a lavorare e la società ha già investito diversi milioni: è l’unico caso in Italia in cui un’azienda manifatturiera del chimico riparte dopo tre anni di fermo assoluto”. Cardinali parla qui con cognizione di causa visto che prima di entrare nella Giunta Bandecchi era arrivato alla segreteria nazionale della Filctem.

Il polo chimico, nonostante le vicissitudini è più vivo che mai. Nei mesi scorsi è partito il progetto Biomat, lo studio sui biomateriali al centro dello spoke ternano del progetto Vitality a cui l’Umbria, attraverso regione ed università aderisce nell’ambito di un ecosistema d’innovazione inter-regionale che riunisce anche Abruzzo e Marche. Il centro ricerche troverà sede presso i locali della ex Lyondell Basell. L’omologo di Cardinali in Regione Michele Fioroni, ha ricordato in questo senso i 15 milioni sul piatto proprio per il polo chimico e ci sarà da capire quali sviluppi alla fine questo obiettivo prenderà.

Nei giorni scorsi poi è stata anche annunciata l’acquisizione della ex Italtel dall’azienda Talenti, che dopo 15 anni di abbandono rilancerà la struttura facendone uno showroom per l’azienda di abbigliamento.

Al di là delle questioni in essere e pronte a partire ci sono però i nodi scoperti. Il caro-energia, su tutti. Anche l’amministratore delegato di Moplefan Italia Yanovski lo ha sottolineato e se l’azienda chimica punterà sul fotovoltaico, c’è da trovare una soluzione per Ast, perché questo blocca l’accordo di programma: “C’è un miliardo di investimenti in ballo ma questo condiziona anche il resto del settore manifatturiero”. Che intanto sconta l’impreparazione dell’Italia alla transizione energetica. La crisi dell’automotive ha già portato licenziamenti alla Forvia: “Ma anche la filiera del tubo di acciaio rischia di pagare un prezzo pesante in termini di moria di imprese e perdita occupazionale– dice Cardinali – Servono quindi strumenti di sostegno all’impresa”.

Anche perché escludendo le iniziative private, Terni e le rinnovabili sono ancora due rette parallele che non si incontrano: “Lo sviluppo della produzione energetica da rinnovabili – dice l’assessore – va sicuramente incentivato con politiche pubbliche, ma comunque non sarà in grado di coprire l’intero fabbisogno di energia elettrica né, a causa della discontinuità del parco fotovoltaico, di garantire l’equilibrio necessario alla rete elettrica. Terni non si differenzia dal resto d’Italia, pur con la presenza della produzione idroelettrica dell’asta Nera-Velino, comunque non sufficiente”. Nel frattempo, si lavora sull’idrogeno grazie al Bic, il nuovo incubatore d’imprese, con la collaborazione dell’ateneo di Perugia e di varie realtà nazionali

Redazione

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