A pochi giorni dalle elezioni regionali, la Giunta comunale guidata dal sindaco Bandecchi annulla il progetto di partenariato pubblico-privato di ASM per la gestione della pubblica illuminazione a Terni, aprendo a una gara pubblica. La denuncia arriva da Letizia Michelini, sindaco di Monte Santa Maria Tiberina e candidata Pd alle regionali.
La revoca del progetto, presentato quasi un anno fa da ASM — partecipata al 55% dal Comune di Terni e al 45% dal socio privato Acea — comporta l’apertura di una gara pubblica, in cui ASM dovrà competere con altre aziende del settore. Secondo Michelini, questa scelta “mette a rischio la stabilità di ASM, che dal 1960 gestisce la pubblica illuminazione cittadina, e potrebbe comportare gravi conseguenze per i lavoratori”. “La Giunta Bandecchi azzera tutto, a pochi giorni dal voto, mettendo a rischio il posto di lavoro dei dipendenti di ASM,” ha dichiarato Michelini, aggiungendo che la decisione “mette la partecipata alla pari con tutti gli altri in nome della libera concorrenza”.
Al centro delle preoccupazioni della candidata PD c’è il futuro di nove dipendenti di ASM, attualmente impiegati nella gestione dell’illuminazione pubblica. “Senza una clausola sociale, di cui non vi è indicazione nella delibera di Giunta, se ASM perdesse la gestione, questi lavoratori perderebbero il loro posto di lavoro”, ha evidenziato Michelini.La quale sottolinea come la mancata inclusione di una clausola sociale sia una grave omissione, poiché potrebbe lasciare scoperti i lavoratori qualora la gestione passasse a un’altra società.
Michelini ha poi criticato l’approccio della Giunta Bandecchi, definendolo un modello di amministrazione “aperto al mercato esterno” e lamentando il ricorso ad aziende provenienti da altre regioni anche senza gara pubblica. A tal proposito, ha citato come esempio l’installazione dell’ecoisola informatizzata di Interwaste, una ditta del Nord Italia, di fronte a Palazzo Spada: “Abbiamo già visto in più occasioni come il modello di governo ternano apra al mondo fuori, anche senza gara”. Di contro, le sei ecoisole locali finanziate dal PNRR sarebbero, invece, ancora “in attesa di autorizzazione”, sottolineando il ritardo nell’utilizzo dei fondi e nella valorizzazione di risorse territoriali.
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