Sottani: “Al carcere di Terni situazione esplosiva, fallimento del fine rieducativo della pena”

Nuova riunione fra procuratori e personale direttivo delle carceri dopo la firma del protocollo con le Asl. Situazione drammatica a Sabbione. Ancora carente a livello regionale il personale di Polizia Penitenziaria con 673 unità impiegate rispetto alle 852 previste.

Dati sempre più allarmanti arrivano, sul fronte del carcere di Terni dall’incontro fra il Procuratore Generale di Perugia, Sergio Sottani, il procuratore di Terni Andrea Claudiani, quello di Spoleto Claudio Cicchella e i direttori e comandanti di Polizia Penitenziaria, a cui si sono aggiunti i vertici dell’ufficio distrettuale esecuzione penale. L’incontro è servito anche a  monitorare l’attuazione del Protocollo operativo, sottoscritto tra Uffici giudiziari del Distretto e Asl competenti nel luglio di quest’anno, in materia di applicazione di misure di sicurezza e trattamento di autori di reato affetti da problemi di salute mentale. E purtroppo sul fronte della struttura di Sabbione i risultati sono sconfortanti

Le cifre di Terni e Orvieto

Terni fa segnare un sovrannumero di 146 detenuti, ovvero 568 presenti (dei quali il 27 percento stranieri ovvero 151) a fronte di una capienda massima di 422. Il dato ancora più allarmante è che i 422 posti letto previsti, sono tutti assegnati a detenuti ancora in attesa di condanna definitiva (167 complessivamente, contro 401 definitivi). Da qui si deduce anche una difficoltà evidente nella gestione, anche perchè va ricordato che a Terni sono presenti anche detenuti al 41 bis. Al 1. dicembre si sono registrati a Terni  57 episodi di autolesionismo, 14 tentativi di suicidio più uno riuscito e ben 18 aggressioni agli agenti.

Meno preoccupante la situazione ad Orvieto dove ci sono 119 detenuti (dei quali 44, pari al 37 perrcento, stranieri) a fronte dei 98 previsti, tutti detenuti comuni. Di questi, la quasi totalità (117) ha ricevuto una sentenza definitiva. In questo caso i posti letto sono tutti per i definitivi. Gli episodi di autolesionismo sono stati 8, nessun tentativo di suicidio, nessuna aggressione al personale di Polizia Penitenziaria. A livello regionale- dunque contando anche Perugia e Spoleto –  i detenuti sono 1605 (1537 uomini e 68 donne) in rapporto ad una capienza regolamentare di 1339.

Sempre a livello regionale, su 1605 detenuti complessivi, la popolazione straniera è pari al 32 percento; il 16 percento sono i reclusi con posizione giuridica non definitiva, 84 percento quelli con posizione giuridica definitiva. In leggero aumento, rispetto all’analisi dei dati del settembre scorso, il numero dei ristretti con problemi di tossicodipendenza, 36 percento a fronte del 28; e quelli con patologie psichiatriche: 16 percento a fronte del 14. Al primo dicembre i casi di autolesionismo sono stati 267, 53 i tentati suicidi (43 fino al settembre scorso. Ancora carente il personale di Polizia Penitenziaria con 673 unità impiegate rispetto alle 852 previste.

Il quadro: situazione oltre l’emergenza

Stefania Proietti e Sergio Sottani

“Emerge una particolare condizione di sovrannumero, sopratutto nelle carceri di Perugia e Terni”, dice la Procura in una nota. Anche per questo al centro della riunione sono stati messi tutti i temi caldi: “Occorre – scrive Sottani – l’istituzione in Umbria della Rems, la residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza e reistituire a Perugia il provveditorato regionale. L’aumento degli episodi di violenza su persone e cose da parte della popolazione detenuta, è il sintomo di disagio sociale e di fallimento della funzione rieducativa della pena, anche alla luce dell’elevato numero di recidive dei soggetti appena rimessi in libertà. Emerge poi una carenza di specializzazione del personale di polizia penitenziaria nel trattare una popolazione detenuta sempre più problematica per i disagi da disturbi psichiatrici, dall’uso di sostanze stupefacenti e dal numero di soggetti stranieri, con problemi di integrazione e l’assenza di attività rieducativa a fronte di un aumento della richiesta di corsi di formazione; frammentazione dei servizi di assistenza sociale e psicologica della ASL in favore dei minori ed aumento della popolazione detenuta minorile, che in assenza di un istituto regionale presenta difficoltà di legame col contesto familiare di origine”.

Un quadro chiaro, che non lascia scampo e che ricalca quanto le sigle sindacali vanno dicendo da sempre e che hanno ribadito anche col recente sciopero. Particolare accento Sottani pone sull’assenza della Rems, visto che molti degli episodi di violenza hanno visto protagonisti detenuti psichiatrici: “La necessità di realizzare una struttura sanitaria destinata ad accogliere i condannati affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi, sollecitata anche dalla Corte Costituzionale- sottoline Sottani- è stata più volte sollevata dal Procuratore Generale e dai Procuratori del distretto, che hanno evidenziato le gravi ripercussioni di questa carenza all’interno degli istituti penitenziari dove si registrano problemi di sovrannumero e molti casi di difficile coesistenza tra detenuti.

Proprio sulle Rems, ma anche sui corsi di formazione, Sottani ha incontrato ieri la neo presidente di Regione Stefania Proietti che ha assicurato il sostegno anche per la possibilità di tirocini formativi regionali finanziati dall’Unione Europea, per l’applicazione di personale amministrativo presso gli uffici giudiziari requirenti umbri, in particolare presso la Procura di Spoleto.

 

Redazione

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[…] visite alle carceri umbre – è praticamente inattuabile.  Sottani lo aveva già sottolineato nel corso dell’ultimo summit con gli altri procuratori umbri: “L’aumento degli episodi di violenza su persone e cose da parte della popolazione […]

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