La procura generale della Cassazione ha richiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Gilberto Cavallini, ex membro dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari), accusato di concorso nella strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. La decisione finale è attesa per l’udienza di mercoledì 15 gennaio.
Il 72enne, ritenuto il “quarto uomo” dell’attentato da accusa e parti civili, si trova attualmente in semilibertà a Terni. È già stato condannato all’ergastolo in primo grado nel gennaio 2020 e in appello il 27 settembre 2023. La strage di Bologna, una delle più drammatiche della storia italiana, causò 85 vittime e oltre 200 feriti.
Secondo il sostituto procuratore generale Antonio Balsamo, Cavallini avrebbe avuto un ruolo determinante nel supportare i responsabili dell’attentato. Tra le accuse a suo carico: aver offerto ospitalità a Francesca Mambro, Giuseppe Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini, aver falsificato un documento destinato a Fioravanti e messo a disposizione un’automobile per raggiungere Bologna.
La difesa di Cavallini ha presentato ricorso contro la sentenza, sostenendo l’estraneità del loro assistito ai fatti. Tuttavia, la procura ha chiesto il rigetto di tale ricorso, ritenendo solide le prove che legano l’imputato agli eventi.
La strage alla stazione di Bologna rappresenta una ferita ancora aperta per l’Italia. Gli sviluppi giudiziari che coinvolgono Cavallini confermano l’impegno delle istituzioni nel fare luce su tutti gli aspetti di quel tragico evento, cercando di garantire giustizia alle vittime e ai loro familiari.
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