Processo Spada: Piacenti D’Ubaldi dovrà essere risarcito per ingiusta detenzione

La Corte di Cassazione respinge il ricorso del Ministero dell’Economia e conferma il risarcimento per l’ex assessore al bilancio di Terni.

La Cassazione ha stabilito che i 22 giorni di arresti domiciliari subiti da Vittorio Piacenti D’Ubaldi costituiscono un caso di ingiusta detenzione. Con la sentenza appena pubblicata, la Suprema Corte ha respinto il ricorso del Ministero dell’Economia e delle Finanze contro l’ordinanza della Corte d’Appello di Perugia, che aveva già riconosciuto un risarcimento di 7.700 euro in favore dell’ex assessore.

Il procedimento era nato dopo che Piacenti D’Ubaldi era stato assolto con formula piena dalla Corte d’Appello di Perugia nel giugno 2022, a seguito dell’inchiesta “Spada”, che aveva coinvolto diversi amministratori locali fra i quali l’ex sindaco Di Girolamo, costretto a dimettersi e agli arresti domiciliari. A fronte di tale assoluzione, lo stesso ex assessore aveva presentato richiesta di risarcimento per l’ingiusta detenzione subita.

La quarta sezione penale della Cassazione, pronunciandosi sul ricorso presentato dal Ministero, ha confermato la condanna nei suoi confronti, obbligandolo anche al pagamento delle spese processuali. Il Ministero era rappresentato in giudizio dall’Avvocatura dello Stato, che non è riuscita a ribaltare il verdetto della Corte d’Appello umbra.

Con questa decisione, la Cassazione chiude definitivamente la vicenda, confermando il diritto di Piacenti D’Ubaldi al risarcimento per i giorni trascorsi agli arresti domiciliari senza una condanna definitiva.

Redazione

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1 anno fa

Tranquilli che il dissesto lo paghiamo noi cittadini!! 😡😡😡

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