Amelia, al Museo Civico lo spettacolo-tributo alla Shoah

Un monologo intenso che racconta gli ultimi giorni nel bunker di Hitler, tra memoria e riflessione

Sabato 15 febbraio alle 18.30, la Sala Boccarini del Museo Civico di Amelia ospiterà “La disfatta – Gli ultimi giorni del bunker”, spettacolo teatrale scritto da Gianni Guardigli e diretto e interpretato da Riccardo Leonelli. L’evento, realizzato con il contributo della Fondazione Carit, è un omaggio alle vittime della Shoah, in occasione del Giorno della Memoria 2025.

L’iniziativa è stata annunciata dall’assessore alla cultura Elide Rossi, che ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria storica, specialmente in un’epoca in cui le atrocità si ripetono sotto altre forme in diverse parti del mondo. Lo spettacolo vede la partecipazione di Francesco Pepicelli per le musiche, Leonardo Martellucci per le scenografie e Marinella Pericolini per i costumi.

La narrazione si concentra sugli ultimi giorni del Terzo Reich, ambientati nel bunker sotterraneo di Berlino, dove Adolf Hitler si suicidò il 30 aprile 1945 insieme alla sua compagna Eva Braun. Poco dopo, anche Joseph Goebbels e sua moglie Magda si tolsero la vita, dopo aver avvelenato i loro figli. Tuttavia, la prospettiva della pièce è diversa da quella dei classici racconti storici: il protagonista è Fritz, il postino e violinista personale del Führer, che si muove tra le ombre di un passato che lo tormenta.

“La disfatta” non è un semplice monologo, ma un viaggio allucinato e tormentato nella mente di un uomo comune che ha servito il regime nazista, per scelta o per necessità. Attraverso un crescendo di tensione e follia, il protagonista dialoga con interlocutori immaginari, voci e visioni che emergono dal suo subconscio. Il bunker, luogo fisico e simbolico, diventa una metafora della disperazione e della perdita di ogni valore umano.

L’opera si avvicina per temi e atmosfere al film La caduta, interpretato da Bruno Ganz, ma introduce una chiave di lettura inedita: il punto di vista di un uomo del popolo, travolto dagli eventi e dalla propaganda. L’intento non è giustificare il personaggio, ma riflettere sui meccanismi di seduzione del potere e sulle responsabilità individuali e collettive nelle tragedie della storia.

Uno spettacolo intenso e coinvolgente, che invita il pubblico a una profonda riflessione su come l’ideologia possa trasformare la società e gli individui, portandoli alla più grande disfatta morale del Novecento.

Redazione

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