A Terni, la presenza di pitbull senza guinzaglio sta diventando un problema di sicurezza per cittadini e animali. Nell’ultimo episodio segnalato, un gruppo di ragazzini che giocava a pallone nel campetto di San Giovanni ha rischiato di essere attaccato da un pitbull lasciato libero. La proprietaria, pur avendo il guinzaglio in mano, lo avrebbe usato per minacciare le madri dei bambini, spaventate dall’eventualità di un’aggressione. L’intervento della polizia locale ha riportato la calma, mentre il personale dell’Usl si è occupato dell’animale. Ne riferisce il Messaggero.
Poco dopo, nella zona della passerella di via del Cassero, un altro pitbull ha superato il recinto dell’area cani e ha attaccato un labrador, mordendolo al collo. Fortunatamente, il proprietario è riuscito a separare i due animali prima che la situazione degenerasse. Questo episodio segue di pochi giorni un’altra aggressione, in cui una donna ternana ha riportato due morsi ai polpacci nel tentativo di proteggere la sua cagnolina. L’animale l’aveva seguita fin dentro la sua proprietà. Dopo il ricovero al pronto soccorso, la donna è stata dimessa con cinque giorni di prognosi.
Secondo Luca Nicola Castiglione, direttore della struttura complessa di sanità pubblica veterinaria dell’Usl Umbria 2, questi episodi stanno diventando sempre più frequenti. Anche cani che in passato non hanno mostrato comportamenti aggressivi possono rappresentare un pericolo. Il problema principale è la gestione di questi animali e la formazione dei proprietari, che dovrebbe essere regolamentata da corsi specifici. Tuttavia, questi corsi, previsti dall’ordinanza ministeriale del 3 agosto 2015, non sono mai stati attivati dai Comuni e dai servizi veterinari regionali, che dovrebbero organizzarli con il supporto di università, ordini e associazioni veterinarie.
Le autorità sanitarie seguono precise procedure quando un cane si mostra aggressivo. Si parte dalla valutazione comportamentale, che classifica l’animale su tre livelli di pericolosità. In base all’esito, possono essere imposte restrizioni come l’uso obbligatorio della museruola negli spazi pubblici e l’assicurazione per responsabilità civile. Nei casi più gravi, il cane può essere allontanato dal proprietario e affidato a una struttura per un percorso riabilitativo. Se il recupero non è possibile, l’animale viene ceduto al Comune e rischia di trascorrere il resto della vita in canile.
La crescente frequenza di questi episodi solleva interrogativi sulla gestione dei cani potenzialmente pericolosi e sulla mancata applicazione delle normative per la formazione dei proprietari. Senza un adeguato controllo, il rischio di nuove aggressioni rimane elevato.
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E…ops…nn era un pit!
Bizzarro Castiglione che fa “mea culpa” visto che i corsi che nomina li dovrebbe istituire lui!!!