La sanità ternana? Da gioiello a disastro in 10 anni. L’analisi dei conti delle quattro realtà sanitarie umbrie (due aziende ospedaliere ed altrettante Asl) da parte dell’advisor indipendente Kpmg commissionata dalla Regione è impietosa e punisce l”ospedale di Terni e la Usl Umbria 2.
In particolare, il Santa Maria passa da un bilancio positivo poco sopra lo zero (59.000 euro) del 2015 da un dato che è in rosso già nel 2020 per 75.000 euro, fino ad arrivare ad un passivo nel 2024 di 12.500.000 euro. Un dato, va detto per completezza migliorativo rispetto ai 16.103.000 euro di passivo del 2023 e i 19.055.000 del 2022 ma un dato comunque molto negativo che contribuisce al totale di 243.452.725 euro complessivi della sanità umbra su base decennale.
Un dato al quale si aggiunge – la cifra è stavolta solo regionale – una mobilità passiva per salute altissima: anche qui si è passati da un saldo attivo di 10 milioni di euro nel 2015 ad un salto negativo di 37 milioni nel 2024. Un trend negativo iniziato sicuramente sotto la Giunta Marini (i risultati di esercizio scendono ogni anno) ma che è andato a picco con la Giunta Tesei, particolarmente a Perugia, ma anche con dati negativi su Terni.
Stessi dati neri per la Asl umbria 2 (che si estende fino a Foligno e Spoleto): il dato qui è dal 2020, quando segna già un rosso di 13.940.927 euro con dati drammatici negli ultimi tre anni fino ad arrivare, nel 2024 ad un passivo di 108.056.073,80 euro. Calcolando la passività totale negli ultimi 5 anni, cioè dal 2020 al 2024, il dato è allarmante con un passivo di 80.000.000 .
Il daibattito si è ovviamente innescato in consiglio regionale, col centrosinistra che rilancia sulla malagestione Tesei: “Questo enorme buco di bilancio non ha portato alcun miglioramento per i cittadini- scrive il consigliere M5S Luca Simonetti -le liste d’attesa restano interminabili, gli stipendi degli operatori sanitari non hanno visto aumenti dignitosi, la qualità dell’assistenza continua a peggiorare. In questi anni, gli umbri che hanno avuto bisogno di cure hanno dovuto pagare di tasca propria, rivolgendosi sempre più spesso ai privati e finendo per sostenere la sanità due volte: prima con le tasse, poi con visite e interventi a pagamento. A guidare questo disastro c’è sempre il centrodestra. I numeri parlano chiaro: la voragine c’è e non è nata per caso. Ora qualcuno deve risponderne”. Il gruppo Pd accusa la giunta Tesei di aver distrutto un sistema che era un modello di efficienza: “La sanità è passata dall’attivo al passivo, la mobilità è diventata solo in uscita e i servizi sono crollati»”. Fabrizio Ricci di Avs parla di “sistema pubblico indebolito a vantaggio dei privati”
L’assessore Fabio Barcaioli fa loro sponda: “Non solo il deficit è esploso, ma il servizio sanitario è stato lasciato in condizioni critiche con liste d’attesa insostenibili, pronto soccorso sotto pressione, mobilità passiva in forte aumento. L’Umbria, un tempo modello di efficienza, oggi è la regione con la peggiore crescita della mobilità passiva a livello nazionale, con un incremento del 23,9 per cento dei costi per le cure fuori regione”.
“Il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva già segnalato le gravi criticità della sanità umbra nel 2021 e nel 2022 – prosegue Barcaioli – richiamando la Regione alla necessità di un intervento strutturale. Nonostante questo, la giunta precedente ha ignorato gli allarmi, preferendo coprire i buchi con risorse straordinarie e una gestione contabile discutibile. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Nel 2024 il Mef ha certificato ulteriori irregolarità per 39 milioni di euro, lasciando sulle spalle della nuova amministrazione un’eredità ancora più pesante”.
Il centrodestra risponde compatto con una nota, parlando ancora una volta di “mistificazioni della sinistra”: “I 240 milioni – scrivono in una nota congiunta – sono un dato parziale, compensato da 153 milioni positivi: il disavanzo finale della sanità umbra è di circa 90 milioni, in linea con i bilanci regionali dal 2017. Le minoranza in particolare accusano la presidente Proietti di diffondere cifre senza chiarezza sull’elaborazione dei dati. L’ultimo atto ufficiale della Regione attesta un disavanzo di 40 milioni nel 2024, coerente con il passato e meno grave rispetto ad altre realtà”. E rilanciano il tema della pandramia: “90 milioni di fondi Covid non sono mai arrivati, dal 2019 abbiamo ereditato oltre 100 milioni di debito sanitario (il dato però dice diversamente, il primo rosso è del 2020 ndr). Le cifre diffuse sembrano la somma dei disavanzi storici delle aziende sanitarie, non un buco di bilancio. Ogni anno il disavanzo è stato ripianato e certificato dal Mef. Proietti usa questi numeri per giustificare tagli alla sanità e aumenti Irpef, mai avvenuti prima”.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
Management Top….