Si è chiuso con un partecipato Dopofestival al PalaSì il FEGE- Festival dell’Editoria e del giornalismo indipendente, organizzato da Piero Muscari e presieduto da Sauro Pellerucci, founder di Paginesì.
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A coordinare sul palco l’evento Marco Sciarrini, storico e collaboratore dell’organizzazione. I giovani al centro dell’appuntamento, la grande scommessa vinta del FEGE. Sia Piero Muscari che Sauro Pellerucci hanno elogiato la partecipazione dei ragazzi negli eventi del mattino: “I ragazzi hanno il diritto di poter pensare che questa è la loro città, mentre finora li abbiamo abituati a pensare che dovevano andarsene. I ragazzi sono stati le vere star, si è visto da come hanno interagito e per l’interesse che hanno dimostrato per i premiati. Voglio ringraziare le scuole e le famiglie per questo”. Piero Muscari ha aggiunto: “I giovani sono sempre un pubblico difficile e saperli coinvolgere non è facile”. A riscontro di queste parole anche la testimonianza di Cinzia Fabrizi, preside dell’ITT Allievi Sangallo, una delle scuole coinvolte, che ha confermato il grande interesse degli studenti.
Brevi clip hanno ripercorso le tre giornate, poi spazio alle testimonianze di alcuni degli ospiti: l’ex assessore della regione Valle d’Aosta Marco Sorbara, che ha ripercorso il rapporto con gli studenti nel raccontare la sua vicenda umana e professionale e ovviamente l’assessore alla cultura Michela Bordoni: “Questo è solo un punto di partenza, Terni ha dimostrato di saper ospitare eventi come questi. Il FEGE è arrivato in maniera dirompente ma ha saputo conquistare la città: bisogna iniziare già da adesso a lavorare per la nuova edizione. I contributi che abbiamo ascoltato ci portano a riscoprire il valore della buona informazione, ma anche il saper trasformare il negativo in un’opportunità”.
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Giovani, fiducia, futuro le parole chiave attorno a cui è ruotata la discussione proseguita con alcuni interventi: il presidente di Confcommercio Terni Massimo Lupi; la presidente diocesana di Azione Cattolica Rita Pileri (che ha ricordato l’importanza di dare voce anche a quei giovani che non ce l’hanno), Riccardo Marcelli, giornalista de Il Messaggero e segretario delal Cisl di Terni; Arnado Casali, giornalista e direttore dell’Istess e Paolo Cianfoni, consigliere comunale a Stroncone. Tema anche qui: il cambiamento del giornalismo con i tempi moderni, le sfide dell’informazione con e per le giovani generazioni: “Sono loro che hanno una idea del futuro – è stato detto – mentre forse Terni ancora no: per cui bisogna lavorare per trattenerli qui”
Conclusione affidata a Sauro Pellerucci: “Siamo nella condizione, a Terni, di poter scegliere il nostro sogno. Allora dico: questo tipo di eventi non si fanno se ci sono i soldi, bensì se si ha la sensibilità di dialogare con gli altri. Noi abbiamo questa idea: Terni deve guardarsi in maniera diversa, senza guardare a limiti amministrativi o fisici. Siamo andati in questa direzione, abbiamo scommesso sugli ospiti. Questo Festival è fatto insieme alla città: quando i ragazzi hanno scritto Terni capitale hanno capito qual era lo spirito, hanno capito che la nostra mentalità era vincente. Questo è il mondo delle persone per bene: guardare a quello che ci piace”.
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