Un ternano di 60 anni è stato arrestato dalla squadra volante della Polizia in flagranza differita per atti persecutori nei confronti della ex compagna.
Nonostante un precedente ammonimento, l’uomo aveva proseguito nella sua condotta, tanto che era finito ai domiciliari con braccialetto elettronico poi, oltre al divieto di avvicinamento prima e in carcere poi. Una volta finita la detenzione, l’uomo ha però ripreso a tormentare la ex: oltre ad attenderla presso la sua abitazione e i luoghi da lei abitualmente frequentati, l’ha cercata telefonicamente con una serie innumerevole di chiamate telefoniche in un arco temporale brevissimo.
A quel punto la donna spaventata ha chiamato la Polizia che sulla base del materiale telematico ed informatico raccolto – le telefonate memorizzate sul cellulare ha potuto verificare le vessazioni e le condotte persecutorie perpetrate dall’uomo – lo ha nuovamente, arrestato e condotto in carcere nella struttura di Sabbione.
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Un malato non lo curi rinchiudendolo, anzi, lo rendi solo ancora più cattivo. O lo rinchiudi senza spassi e ore d’aria in modo tale che l’unica cosa che possa fare sia riflettere sui suoi errori, altrimenti per come funzionano le carceri qua in italia servono solo a sperperare i soldi dei cittadini
Più che carcere ci vuole trattamento psichiatra una struttura adatta