Manca il bus sostitutivo del treno notturno, pendolari ternani bloccati per ore a Tiburtina

Continuano i disagi dei viaggiatori ternani. Intanto quelli orvietani si sono ritrovati insieme alla sindaca con l'obiettivo di lanciare una protesta dal basso contro Trenitalia

Disagi senza fine per i pendolari. Avevamo riferito domenica sera di un viaggio “moviola” da Roma a Perugia, con due lunghe soste a Tiburtina e Orte, per lavori. Ma il comitato Pendolari Roma-Firenze riferisce ancora un nuovo capitolo della saga.

Lo scorso fine settimana una ventina di viaggiatori, inclusi bambini e famiglie, sono rimasti bloccati alla stazione di Roma Tiburtina. Il motivo? Il bus sostitutivo del treno regionale 4538, soppresso per lavori, non ha effettuato la fermata prevista, lasciando i passeggeri completamente privi di assistenza.

“Tiburtina dopo le 21 è un deserto”, ha scritto uno dei malcapitati in un post pubblicato sulla pagina Facebook “Pendolari Terni-Roma”, denunciando l’assenza di personale, informazioni e alternative. Solo l’intervento della Polfer, allertata dagli stessi viaggiatori, ha permesso di attivare un piano d’emergenza. Dopo ore di attesa (i viaggiatori sono arrivati nella capitale alle 23), alle 2.30 sono arrivati alcuni taxi, organizzati per dividere i viaggiatori tra chi era diretto in Umbria e chi si sarebbe fermato a Orte. Alle 4.10, finalmente, tutti sono riusciti a tornare a casa.

Trenitalia, in una nota ufficiale, ha dichiarato che il bus PG238 ha svolto regolarmente il servizio, con passeggeri saliti anche a Tiburtina. Tuttavia, le testimonianze dirette dei pendolari smentiscono questa versione, sostenendo che nessun mezzo si sia fermato in stazione e che l’autista stesso abbia ammesso di aver ricevuto l’ordine di saltare la fermata. Un episodio che, secondo chi lo ha vissuto, potrebbe avere risvolti legali: si parla già di denuncia formale per interruzione di pubblico servizio.

Nel frattempo, mentre cresce l’esasperazione tra i pendolari, arrivano proposte concrete dal territorio. Proprio nel fine settimana, Orvieto ha ospitato un incontro pubblico promosso dal Comitato Pendolari Roma-Firenze, con la partecipazione di realtà associative come Abitare Orvieto, Cittadinanza Territorio Sviluppo, PrometeOrvieto e altre. L’evento si è tenuto alla Sala Expo del Palazzo del Capitano del Popolo, e ha visto la partecipazione di cittadini, amministratori locali e tecnici del settore, tra cui Alessandro Bianchi, ex ministro dei Trasporti, e Mario Nobile, già dirigente al Ministero delle Infrastrutture.

Tra i momenti più significativi, l’intervento della sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, che ha annunciato l’impegno a portare in Assemblea dei Sindaci il “Patto per il Territorio”. Il documento, frutto del lavoro del Comitato Pendolari, punta a trasformare le richieste dal basso in una piattaforma istituzionale, da presentare a Regione e Ministero. “Il tempo degli annunci è finito – ha dichiarato Tardani – servono atti concreti e risultati”.

L’incontro ha messo in evidenza la necessità di interventi strutturali per salvare la mobilità ferroviaria, considerata un diritto universale e uno strumento per contrastare lo spopolamento e garantire la qualità della vita nelle aree interne. I promotori dell’iniziativa si dicono convinti che questo percorso condiviso possa aprire la strada a soluzioni reali.

La vicenda dei pendolari bloccati a Tiburtina e le proposte emerse a Orvieto rappresentano due facce dello stesso problema: da una parte la fragilità del servizio attuale, dall’altra la volontà dei territori di reagire e farsi ascoltare. Perché, come affermano i promotori del “Patto”, “solo uniti possiamo far valere il nostro peso e pretendere il rispetto di un diritto fondamentale: quello alla mobilità”.

Redazione

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