Pld Umbria: “No a manifestazione pro-Gaza anti-ebraica e che neghi terrorismo Hamas come a Lugnano”

Critiche alle ambiguità dell’evento: "Nessun contributo alla pace può venire da manifestazioni che non scongiurino il rischio di piazze piene di slogan anti-ebraici e negazionisti"

Il Partito Liberaldemocratico dell’Umbria ha annunciato che non parteciperà alla manifestazione pro-Gaza in programma a Roma il prossimo 7 giugno. In una nota ufficiale, la formazione ha spiegato i motivi della propria scelta, prendendo una posizione netta contro quella che considera una visione distorta del conflitto israelo-palestinese.

Se infatti è evidente che la politica di Netanyahu non è condivisibile – sottolineano – e si renda necessaria la fine immediata delle sofferenze, sia della popolazione palestinese, che delle famiglie israeliane le quali attendono il rilascio degli ostaggi, non si può mai perdere di vista che quello in corso è un conflitto fra uno Stato democratico e una organizzazione terroristica”.

Secondo il Pld Umbria, non basta chiedere il cessate il fuoco al governo israeliano, ma serve anche una ferma condanna di Hamas. “Occorre anche condannare fermamente i terroristi di Hamas, che devono lasciare Gaza, come si chiede da più parti nello stesso mondo arabo. Non farlo significa fornire al governo di Netanyahu il pretesto per continuare quello che sta facendo ora”.

Il partito ha inoltre espresso forte preoccupazione per i toni e i contenuti che potrebbero emergere durante la manifestazione romana. “Nessun contributo alla pace può venire da manifestazioni che non scongiurino il rischio di piazze piene di slogan anti-ebraici e negazionisti. Confondere i piani significa dare spazio al terrorismo”.

Un esempio concreto di questa deriva, secondo i liberaldemocratici umbri, sarebbe quanto avvenuto a Lugnano in Teverina, durante un evento patrocinato dal Comune. “Nel corso dell’evento, il rappresentante di questa associazione ha negato la matrice criminale di Hamas, assimilandone i miliziani ai partigiani. Il Pld Umbria ritiene inaccettabile che sia stata proposta al pubblico una narrazione negazionista e senza contraddittorio, peraltro in un evento che aveva il marchio di un Comune”.

Il comunicato evidenzia anche il rischio di legittimare posizioni estremiste nella richiesta di pace. “Il Pld ritiene inaccettabile che si possa chiedere la pace in Medioriente accanto a chi professa la distruzione dello Stato di Israele”.

Infine, la nota si sofferma sulle divisioni interne alla sinistra e sulle ambiguità politiche emerse. “Alcune forze politiche – seguendo i timori che il Pld aveva paventato per primo – si sono smarcate dall’evento del 7 giugno e ne hanno organizzato uno equidistante per il giorno prima. Nondimeno, alcuni parlamentari parteciperanno ad entrambe le manifestazioni, in palese contraddizione fra loro. Bisogna avere il coraggio di scegliere, senza ambiguità, da che parte stare”.

Redazione

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