Più che una conferenza stampa per presentare la mozione Casa Democratica e i suoi candidati al congresso del Pd per l’Unione Comunale di Terni, la provincia e il partito regionale, una gara di lancio del sasso e del siluro. Introdotti da Maria Elisabetta Mascio, Leopoldo Di Girolamo, Pierluigi Spinelli e Carlo Emanuele Trappolino non le hanno mandate a dire e a più di qualcuno saranno fischiate le orecchie.
Perchè se “unità” è la parola d’ordine, da quello che è emerso nella mattina di mercoledì dalla sede dem di via Mazzini, la situazione è ben diversa. Tocca per primo a Carlo Emanuele Trappolino. L’ex onorevole orvietano, candidato alla segreteria regionale, dove sfiderà il sindaco di Castiglione del Lago Sandro Pasquali, lancia la prima pietra dal sacchetto, destinatario il vicepresidente della Regione e segretario regionale in carica Tommaso Bori. Nel mettere sul piatto le linee guida del partito (lavoro, istruzione, sanità, diritti e coesione sociale), parla di freno necessario alle “spinte verticistiche del partito”: “Scontiamo scelte fatte dall’alto, mai discusse con gli organismi – dice Trappolino- Invece le candidature che presentiamo come Casa Democratica sono il frutto di un ampio dialogo interno: non eravamo più abituati a discutere, all’interno del partito”.
Secondo sasso, stesso destinatario: “Riconosciamo l’ottimo lavoro che è stato fatto sin qui, che ha portato a riprenderci comuni importanti e la regione, ma ora è tempo di passare da un Pd di opposizione a uno di Governo. Per farlo è necessario puntare su figure slegate dalle istituzioni: i sindaci devono fare i sindaci, a garanzia dell’interesse della comunità. Qui non si fanno candidature in vista di prossimi impegni istituzionali ma solo per ritrovare lo spirito originario del Pd: dobbiamo mobilitare le migliori energie, per rappresentare bene le differenze e l’unità”.

Poi le parole su Terni e il comprensorio: “A Terni è la sfida più dura: dobbiamo ripartire da quella per costruire prospettive di crescita da trasmettere poi agli altri comuni della provincia a partire da Orvieto ed Amelia”.
Pierluigi Spinelli, che lascerà la segreteria comunale per correre – contro il sindaco di Baschi Damiano Bernardini, dell’area Bori- per quella provinciale va dritto al punto: “Torniamo alle primarie per scegliere i candidati: discutiamo e confrontiamo prima, ma poi andiamo uniti”. E ripercorre gli ultimi difficili anni dem: “Non dimentichiamoci che venivamo da una inchiesta giudiziaria, che fece cadere la Giunta e da un lunghissimo commissariamento”. Sasso numero tre: “Ci rimproverano di aver fatto vincere Bandecchi e di non essere andati al ballottaggio? Abbiamo tentato un esperimento che anticipava il campo largo, ma non avevamo un candidato comune perchè i Cinquestelle legittimamente avevano scelto diversamente. Inoltre abbiamo sempre rifiutato di fare accordi con Bandecchi, sia in Regione che in provincia”.
Quello che ha più sassi da lanciare è però il vecchio leone, l’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo, anni 74, che torna in pista come candidato unico per l’unione comunale: “Terni è ai margini dell’Umbria, deve tornare al centro – dice – Basta vedere come sono distribuite le cariche apicali: c’è troppa concentrazione nel piccolo fazzoletto fra Perugia e il Trasimeno. Vi pare possibile?”.
Ma Di Girolamo in realtà sta solo facendo le prove perchè i veri sassi devono ancora partire. Il primo, senza citarlo, è diretto a Daniele Lombardini, ternano della segreteria dem in quota Bori: “Ha scritto sui social: via i perdenti, dentro i vincenti: io ho corso 7 volte per diverse cariche ed ho sempre vinto”. Secondo lancio, direzione Damiano Bernardini: “Parla di ritorno al passato – dice Di Girolamo – Personalmente trovo sconveniente che il candidato ad un altro livello si esprima sulla candidatura, peraltro unica, ad un livello comunale”. Infine, verso Leonardo Grimani.
L’ex senatore è stato evocato anche da Spinelli che ha ripercorso l’ultimo tratto della segreteria dem che aveva visto coinvolto anche l’ex sindaco di San Gemini, inviso a molti dentro il Pd anche nel periodo in cui guidava il partito a Terni: “Parla di amichettismo – dice Di Girolamo – eppure dovrebbe ricordarsi che il suo nome non era comparso in nessuna delle liste, ma alla fine a Roma la spuntò perchè era amico di Lotti (Luca Lotti, braccio destro di Renzi allora segretario dem ndr). Inoltre ci dicono sia in corsa per una partecipata della Regione…”.
I congressi Pd partiranno nel ternano già da venerdì e si concluderanno a livello regionale il 29 Giugno. Ad Orvieto, candidato unico Maurizio Talanti, a Narni Fabio Svizzeretto. Ad Amelia invece, vista la recente tornata elettorale, se ne riparlerà dopo l’estate.
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