Dottoressa Pagliari, spesso si parla di acqua come risorsa. Ma in apertura lei ha detto che è anche una minaccia. Che cosa intende?
L’acqua è una risorsa vitale, certo. Ma può diventare una minaccia quando il territorio non è in grado di gestirla. A Terni lo sappiamo bene: il tratto urbano del fiume Nera è classificato tra i più vulnerabili nel Piano di Assetto Idrogeologico. È per questo che da anni ci occupiamo ogni giorno di prevenzione del rischio idrogeologico, per proteggere persone, case, scuole, attività economiche.
Quali interventi concreti avete portato avanti in questi anni?
Abbiamo investito oltre 10 milioni di euro solo per la messa in sicurezza del tratto tra il polo scolastico e via Vanzetti. Oggi stiamo lavorando sul segmento tra Ponte Allende e via Vanzetti. In parallelo, abbiamo realizzato vasche di laminazione a Borgo Rivo e Castellina: sono enormi bacini in grado di trattenere l’acqua in caso di piogge intense, evitando così allagamenti e danni.
La gestione dell’acqua non si limita all’emergenza. Quali sono le sfide nei mesi più caldi, quando l’acqua scarseggia?
In estate l’acqua diventa una risorsa da tutelare anche in senso opposto. Per questo abbiamo ampliato gli invasi di San Gemini, potenziando la rete irrigua. Questo significa garantire l’approvvigionamento agricolo, ma anche preservare l’ambiente naturale. È una gestione ciclica che richiede equilibrio e visione a lungo termine.
Ci sono anche iniziative legate alla sostenibilità energetica?
Assolutamente. Stiamo investendo in fonti rinnovabili, come il fotovoltaico e il mini-idroelettrico. Alcuni impianti sono addirittura galleggianti. L’obiettivo è duplice: produrre energia pulita e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto ambientale. È una strada che richiede impegno, ma è quella giusta per coniugare tutela ambientale e innovazione.
Accanto agli interventi strutturali, c’è anche un lavoro culturale. Può raccontarci il progetto “Sorella Acqua”?
“Sorella Acqua” è un’iniziativa che portiamo avanti da 14 anni. Coinvolge bambini e famiglie in un percorso educativo sul valore dell’acqua e del rispetto ambientale. Perché la manutenzione tecnica non basta: serve cultura. Purtroppo troviamo ancora troppi rifiuti nei fiumi. La vera prevenzione comincia dalla consapevolezza delle persone.
Quindi prevenzione significa anche partecipazione?
Esattamente. Non bastano le ruspe o le opere ingegneristiche. Serve una comunità che riconosca il valore del proprio territorio. La sicurezza non è solo una questione di ingegneria, ma anche di coscienza collettiva. E questo vale oggi più che mai, in un tempo in cui i cambiamenti climatici ci mettono tutti davanti a nuove responsabilità.

Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.