Nuovo impianto sportivo a Campitello dedicato ad Alessio Durazzi

Taglio del nastro con la presidente Proietti e la famiglia Durazzi: sport, memoria e comunità si uniscono

Un’emozione intensa ha accompagnato l’inaugurazione del nuovo impianto sportivo di Campitello, intitolato ad Alessio Durazzi, giovane scomparso prematuramente e figura simbolica per la comunità. A guidare la cerimonia, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme ai genitori del ragazzo, Mauro e Luisa, in un momento carico di significato che ha idealmente abbracciato tutta la cittadinanza.

Il nuovo complesso sportivo nasce come esito di un lungo percorso segnato da ostacoli e determinazione, portato avanti grazie alla tenacia delle realtà locali e al supporto di istituzioni e cittadini. Il progetto, fortemente voluto dalla comunità di San Giovanni Bosco, trova oggi concretezza e futuro, diventando un punto d’incontro per giovani, famiglie e sportivi.

Durante l’evento, numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo sportivo hanno testimoniato la propria vicinanza e il proprio impegno, tra cui il presidente del Campitello Cristiano Castellani, che ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando come l’opera rappresenti una rinascita per il quartiere. Il presidente dell’SGB Michele Carotenuto, insieme a esponenti regionali e comunali come Laura Pernazza, Francesco Filipponi e Giulia Rosati, ha voluto sottolineare il valore sociale e formativo di un impianto che si candida a diventare un punto di riferimento per il calcio giovanile e le attività aggregative.

Non è mancata la presenza di figure chiave come l’avvocato Ermanno Ventura, il progettista Fabiano Renzicchi, rappresentanti del CONI Umbria, della Diocesi di Terni-Narni-Amelia e della Fondazione Carit, la cui collaborazione è stata essenziale per portare a termine l’opera. Anche il mondo dell’impresa ha contribuito con la presenza dell’amministratore delegato di Errezeta, Vincenzo Cammeresi.

Giorgio Fidenzi, direttore generale della San Giovanni Bosco, ha parlato di un sogno diventato realtà dopo anni di attesa, mentre Mauro Durazzi, padre di Alessio, ha ricordato il lungo percorso durato dodici anni che oggi vede il suo compimento, trasformandosi in una struttura destinata a promuovere lo sport e i suoi valori.

Il centro sportivo “Alessio Durazzi” si presenta quindi come molto più di una semplice struttura per l’attività fisica. È un luogo che incarna la memoria, la condivisione e la passione, capace di trasformare il ricordo in speranza, e la perdita in opportunità di crescita per intere generazioni. Un modello di cittadinanza attiva che dimostra come, attraverso lo sport, sia possibile costruire legami duraturi e rendere omaggio a chi ha lasciato un segno profondo nel cuore della comunità.

Redazione

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