Michele Bravi emoziona l’Anfiteatro Romano: “Orgogliosamente umbro, no alla guerra”

Un recital per aprire il tour nei teatri italiani, interamente voce e piano: "Le parole arrivano meglio al cuore". Messaggi d'amore per la sua terra: "Qui sono diventato uomo"

Emozioni a cuore aperto nella tappa d’apertura di “Sottovoce“, il tour acustico di Michele Bravi. Il cantautore tifernate ha aperto il Tributo d’autore organizzato da Terni Città Futura e Associazione Argoo.

Sul palco dell’Anfiteatro Romano, Bravi ha rivendicato orgogliosamente le radici umbre e il fatto di aprire sempre il tour nella sua regione: “L’Umbria è casa mia, è dove sono cresciuto, quella che mi ha fatto diventare l’uomo che sono. Sono partito da questa regione che tutti dicono isolata, per andare alla scoperta della musica e posso dire di esserne orgoglioso”, poi via a quello che nei fatti è più un recital voce e piano (Marianna Moioli ad accompagnarlo) che un vero e proprio concerto: “La mia scelta è quella di cantare sottovoce, senza urlare, perchè le parole arrivano più dritte al cuore”.

In un’ora e mezza c’è tutto Michele Bravi dentro, i trent’anni e una vita che l’ha già segnato: i ricordi d’infanzia con la nonna, il progetto recentissimo dedicato all’Alzheimer da cui è nato anche un docufilm con la partecipazione di Lino Banfi girato nella sua Città di Castello insieme al brano “Lo ricordo io per te”; la depressione seguita al momento difficile extramusicale vissuto qualche anno fa; il rapporto con Fiorella Mannoia e la sua associazione contro la violenza sulle donne e naturalmente i suoi grandi successi: “Nero Bali” e “Falene” eseguiti in sequenza; l’intensissima versione del primo singolo “La vita e la felicità”, scritto da Zibba e Tiziano Ferro e da lui cantato durante la sua partecipazione ad X Factor; i due brani sanremesi “Inverno dei fiori” e “Il diario degli errori” (quest’ultimo eseguito come bis) e l’ultimissima hit “Popolare” eseguita anche questa in versione acustica, oltre a “Solo per un po’”, brano del 2017 tornato improvvisamente popolare grazie a Tik Tok.

Sicuramente chi si attendeva un concerto classico è rimasto un po’ deluso. Ma chi invece si è avvicinato con più leggerezza alla serata ha scoperto alcuni lati intimi dell’artista tifernate. Che si è anche lasciato andare commenti sulla situazione in atto nel Medioriente: “Quello che sta accadendo non è una guerra, bensì un genocidio: non combattono in mio nome”, ha detto prima di eseguire “Se fossi un angelo”, hit antiguerra di Lucio Dalla.

Ad aprire il concerto, presentati da Alessandro Cavalieri, due artisti ternani, il cantatore Lianto e l’interprete Asia Latini.

Nota a margine: ad eccezione della foto di copertina e delle prime due di questa gallery, le altre foto di Michele Bravi che vedete sono tratte dall’evento attraverso vari profili Instagram che ci hanno autorizzato a pubblicarle. Il management dell’artista, dopo averci fatto aspettare l’autorizzazione, ha completamente vietato la pubblicazione delle altre foto del nostro set di oltre 40 scatti (da cui invece vedete le foto di Cavalieri, Lianto e Asia Latini) al pari di tutte quelle degli altri colleghi.L’incredibile mancanza di rispetto per la stampa da parte dell’entourage dell’artista ci costringe quindi a limitare il nostro lavoro

Redazione

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