Terni-Roma, treni fino a Tiburtina: a Termini chiusi anche i Binari 1-2 Est, pendolari furiosi

Dall’11 agosto al 5 settembre chiusi i binari 1 e 2 Est di Termini, usati dalla maggior parte dei treni umbri. A rischio la mobilità regionale. Il Coordinamento Pendolari: “Disagi enormi, servono risposte e compensazioni”

Una nuova interruzione colpisce duramente i collegamenti ferroviari tra l’Umbria e la Capitale. Dal 11 agosto al 5 settembre, i binari 1 Est e 2 Est della stazione di Roma Termini – i più utilizzati dai treni provenienti da Terni e da tutta l’Umbria – saranno completamente inagibili per lavori di manutenzione straordinaria, come comunicato ufficialmente da Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Questa è la motivazione per cui, come si era detto, non è possibile acquistare i binari per quella tratta. Ne riferisce Il Messaggero.

La chiusura si inserisce in un quadro già estremamente critico per i trasporti ferroviari del Centro Italia, con cantieri aperti anche sulla Orte–Falconara (tra Foligno e Terni) e sulla Orte–Ancona (tra Fabriano e Castelplanio), interessate da lavori per l’implementazione del sistema ERTMS e per il raddoppio ferroviario. Una coincidenza temporale che rischia di isolare l’Umbria per quasi un mese.

a conseguenza più immediata è la sospensione delle vendite per gran parte dei biglietti sulla tratta Foligno–Terni–Roma, come risulta dall’app Trenitalia. Restano in vendita solo alcune corse Intercity, tra cui:

  • IC 542 (partenza da Terni alle 7:13, su linea lenta);

  • IC 540 (Terni–Roma in direttissima);

  • IC 533 (Roma Termini–Terni alle 9:52);

  • IC 544 (Roma Termini–Terni alle 18:28, linea lenta).

Tutti treni che peraltro essendo Intercity  hanno ovviamente un costo molto più alto rispetto alla normale tariffa dei regionali veloci, senza offrire maggiore velocità visto che saranno deviati sulla linea lenta.

Per tutti gli altri convogli regionali, la soluzione temporanea più plausibile è l’attestazione alla stazione di Roma Tiburtina, obbligando i passeggeri diretti a Termini a trovare coincidenze o ricorrere a mezzi alternativi. Ma ad oggi Trenitalia non ha ancora ufficializzato un piano di emergenza dettagliato. Anche per questo è insorto il Movimento 5 Stelle con una nota che attacca il ministro Salvini.

La situazione peggiorerà ulteriormente per chi parte da Ancona o vi transita: la chiusura tra Fabriano e Castelplanio (dal 6 agosto al 6 settembre) interromperà la direttrice Orte–Ancona, costringendo a ulteriori trasbordi su autobus.

A questo si aggiunge la sospensione della linea tra Terni e Foligno, sempre nel periodo 6 agosto–6 settembre, per lavori al sistema ERTMS. Un insieme di interruzioni che, come sottolineano i pendolari, rende estremamente complesso ogni spostamento tra Umbria, Marche e Lazio.

Pendolari sugli scudi

Ovviamente furiosi i pendolari ternani, costretti a mezzi alternativi per raggiungere Termini da Tiburtina o comunque a tempi lunghi per il viaggio. Il Coordinamento Comitato Pendolari Umbri ha inviato una nota ufficiale alla Regione Umbria, a RFI e a Trenitalia, chiedendo chiarimenti immediati:

“Lo scrivente Coordinamento è a chiedere urgentemente chiarimenti in ordine agli impatti e alle conseguenze che tale situazione avrà su tutti quei servizi ferroviari che fanno capo alla stazione di Roma Termini attestandosi ai binari 1 e 2 est e che già per quel che riguarda la trasversale Orte – Falconara sono gravati dai lavori che si effettueranno dal 6 agosto al 6 settembre. Il Coordinamento ribadisce la richiesta di chiarimenti in ordine alla già denunciata impossibilità di acquisto di gran parte dei servizi ferroviari sulla relazione Foligno-Terni-Roma a partire dall’11 agosto attraverso l’applicazione Trenitalia. Il Coordinamento torna a sollecitare l’applicazione delle migliori soluzioni di mitigazione dei disagi che potrebbero crearsi per gli utenti, valutando anche eventuali compensazioni”

In assenza di una comunicazione chiara e tempestiva, cresce la frustrazione di centinaia di lavoratori e studenti che ogni giorno si muovono tra l’Umbria e Roma. I disagi, secondo il Coordinamento, sono aggravati dall’assenza di un piano strutturato e rischiano di penalizzare duramente un’area già fragile sul piano infrastrutturale.

Redazione

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