Carceri: “Anche in sei dentro celle singole, senza alternative: così aumentano i recidivi” (VIDEO)

Nostra intervista all'avvocato Giuseppe Caforio, garante per i detenuti dell'Umbria: "Aumentano anche i suicidi dei poliziotti penitenziari, perchè la situazione è ormai ingestibile. Non è inasprendo le pene che si migliora, ma offrendo occasioni per ripartire quando si è fuori"

“La situazione si è ingessata, non solo in Umbria, ma particolarmente nella regione la situazione è difficile”. A parlare ai microfoni di Tomorrow in questa videointervista è l’avvocato Giuseppe Caforio, garante per i detenuti dell’Umbria

Che descrive un quadro allucinante, che riguarda principalmente le carceri di Terni e Spoleto, ma dalla quale non è esente Capanne: “Manca l’acqua ai piani superiori quindi non si possono fare le docce, sono ammassati come i maiali nelle stalle: in quattro o sei persone dentro a celle pensate per ospitarne una sola. Così diventa impossibile la gestione anche per i poliziotti”.

E ancora: “La gravità con cui si esegue la pena non migliora le persone, è vero invece il contrario: lo dicono le statistiche carcerarie. Dove c’è barbarie, dove ci sono condizioni animalesche, il tasso di recidività aumenta. Mentre invece diminuisce dove ci sono percorsi di reinserimento”.

In Umbria è altissimo il tasso di detenuti psichiatrici, spediti dalla Toscana, ma senza le Rems (residenze per l’esecuzioni delle misure di sicurezza): “Per ognuno di questi detenuti ci vogliono cinque persone per seguirlo: diventa impossibile”. E sottolinea come insieme a quelli dei detenuti si registrano suicidi anche nella polizia penitenziaria: “Serve una soluzione subito, o si rischia una carneficina”, dice.

E conclude: “Non c’è modo di attuare il fine riablitativo previsto dalla costituzione, perchè non vengono fornite le opportunità: i detenuti contano i giorni che si avvicinano all’uscita, ma quando escono li assale l’ansia: perchè non sanno cosa fare e dove andare: così ricadranno di nuovo”.

Redazione

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1 anno fa

Ma vai a cagare. Non è obbligatorio finire in galera e,le possibilità di un lavoro, devono essere date prima alle persone oneste.

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