Terni ospiterà il 25 luglio un nuovo appuntamento con la “Pastasciutta Antifascista”, evento ormai consolidato nel panorama delle celebrazioni popolari in ricordo della caduta del regime di Benito Mussolini, avvenuta nel 1943. La manifestazione si terrà al centro sociale “Tacito” in via Vulcano, con inizio previsto alle 19:30.
Promossa dalle sezioni locali dell’Anpi “13 giugno”, dall’Arci provinciale, dall’Asd Antonio Gramsci e da Sentieri Partigiani, l’iniziativa si inserisce nella rete nazionale delle Pastasciutte Antifasciste, coordinate dall’Istituto “Alcide Cervi”. Alla realizzazione dell’evento partecipano anche i gruppi della Curva Est “Vecchio Stampo” e “Brigata Gagarin”, a testimonianza di una collaborazione trasversale tra associazioni culturali, sportive e sociali.
Il programma della serata prevede un menu semplice ma ricco di significato, con antipasto, ciriole alla ternana – tipico piatto locale – e bevande. Le prenotazioni si potranno effettuare fino a martedì 22 luglio, contattando i numeri indicati dagli organizzatori.
L’iniziativa affonda le sue radici nella storia della famiglia Cervi, che il 25 luglio 1943, appresa la notizia dell’arresto di Mussolini, festeggiò pubblicamente insieme agli abitanti di Campegine, portando in piazza una grande pentola di maccheroni al burro e formaggio. In un’Italia ancora provata dalla guerra e dai razionamenti, quel gesto diventò simbolo di libertà e di speranza, rappresentando uno dei primi momenti di partecipazione collettiva alla rinascita democratica del Paese.
La Pastasciutta Antifascista si è trasformata negli anni in un rituale civico diffuso, con centinaia di eventi organizzati in tutta Italia, finalizzati a mantenere viva la memoria storica e promuovere i valori antifascisti. Anche a Terni, l’iniziativa ha saputo radicarsi nel territorio, come dimostrano le due edizioni precedenti svoltesi al Circolo ARCI di Ponte San Lorenzo a Narni, e ora trova nuovo slancio con la location cittadina del centro sociale Tacito.
L’appuntamento del 25 luglio, oltre a rappresentare una cena comunitaria, si configura come un momento di riflessione collettiva sulla storia e sull’importanza della memoria. In un contesto storico e politico che vede nuove forme di intolleranza e revisionismo, eventi come questo assumono un valore simbolico e formativo sempre più centrale.
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